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È morta Nunni Miolli: storica femminista, sopravvisse all’attacco fascista a Radio Città Futura nel 1979

Le molotov dei Nar le causarono gravi ustioni. Nel 2011 fu insignita da Carlo Azeglio Ciampi della medaglia d’oro di vittima del terrorismo per "le idee e l'impegno morale"
È morta Nunni Miolli: storica femminista, sopravvisse all’attacco fascista a Radio Città Futura nel 1979
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Stava parlando ai microfoni di Radio Città Futura, voce della sinistra e del movimento studentesco, quando fu ferita insieme ad altre quattro donne da molotov lanciate da un commando dei Nuclei armati rivoluzionari. Per quell’attentato, avvenuto il 9 gennaio di 47 anni, fu insignita da Carlo Azeglio Ciampi nell’aprile del 2011 della medaglia d’oro di vittima del terrorismo per “le idee e l’impegno morale”. Annunziata Miolli, detta Nunni, è morta nella sua casa di Spoleto a cento anni compiuti. Fondatrice del collettivo femminista casalinghe negli anni Settanta era una delle due ultime sopravvissute all’assalto fascista del 1979. Una vera e propria pasionaria che, ultranovantenne, rimpiangeva ancora quegli anni: “Era un momento magico, è finito”. La notizia della morte è stata data dalla figlia Antonella con un post sui social: ‘Ciao mamma’, ha scritto, accompagnato da un cuore spezzato. Tanti i messaggi di affetto e cordoglio arrivati in poche ore.

L’attentato a Radio Città Futura voleva colpire al cuore il femminismo che in quegli anni stava cambiando il mondo. Nunni – all’epoca 53enne – riportò gravi ustioni, ma riuscì a sopravvivere insieme alle sue compagne. Nonostante i lunghi mesi di convalescenza continuò a spendersi per la collettività.

Dopo una parentesi di silenzio, è tornata a testimoniare la memoria dell’attentato e delle lotte per i diritti delle donne nel docufilm di Monica Repetto ‘Le nostre ferite’ e nel libro ‘Appassionate’ di Maria Novella De Luca e Simonetta Fiori. È, infatti, una delle dieci protagoniste delle battaglie di democrazia raccontate dalle autrici attraverso le loro testimonianze dirette, senza nessuna ricostruzione postuma. “La storia di Nunni è stata a lungo rimossa, sia dalla storia ufficiale sia dalle cronache femministe” raccontò Maria Novella De Luca, durante una presentazione del libro, rivelando che “ricostruirla è stato appassionante e affascinante, soprattutto perché la storia del femminismo resta ancora da scrivere, spesso da recuperare attraverso cronache, giornali, fotografie e testimonianze dirette”.

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