L'ex capo segreteria del ministro della Cultura viene spostato allo Sport a due mesi dall'allontanamento per la gestione del documentario su Giulio Regeni. La spinta di Fratelli d'Italia per trovargli un posto con lo stesso stipendio: farà il coordinamento, ma del tema ne sa poco.
Neanche due mesi. Tanto ci è voluto per trovare una poltrona a Emanuele Merlino (ex capo della segreteria tecnica del ministro della Cultura Alessandro Giuli), considerato un fedelissimo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari. Uscito dalla porta del Ministero della Cultura, adesso rientra dalla finestra di quello dello Sport. Merlino – funzionario del Comune di Roma, in curriculum un incarico nella partecipata capitolina Zetema iniziato sotto la giunta Alemanno, e poi svariati ruoli autoriali e di consulenza – era stato allontanato a maggio, per la sua gestione del documentario su Giulio Regeni, che aveva generato grandi polemiche nella maggioranza.
Il partito comunque non lo ha mollato, anzi si è messo subito all’opera per una soluzione. Si trattava di trovargli non soltanto un nuovo incarico, ma anche un ufficio che potesse garantirgli uno stipendio vicino a quello percepito alla Cultura: da capo della segreteria del Mic, Merlino guadagnava oltre 100 mila euro lordi l’anno, tra trattamento fondamentale (60 mila) e parte accessoria (47 mila). Inizialmente si erano diffuse voci di un posto al Turismo con Gianmarco Mazzi, che ha sostituito Daniela Santanchèdopo la sconfitta al referendum sulla separazione delle carriere. Quell’ipotesi è sfumata, ma Merlino si è ricollocato altrove.
Da una decina di giorni circa, il fedelissimo di Fazzolari (braccio destro di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi) è arrivato negli uffici di Largo di Brazzà, dove ha sede il Ministero dello Sport. Il decreto di nomina è ancora in fase di registrazione, avrà decorrenza dal 13 luglio. Lui intanto ha già partecipato alle prime riunioni, dove avrebbe anche dimostrato di non essere proprio ferratissimo in materia di sport. Pazienza, verrà inquadrato negli uffici di diretta collaborazione, sulla delega alle politiche giovanili, essendosi già occupato in passato di periferie avendo anche collaborato con la commissione d’inchiesta parlamentare sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città.
Merlino, 44 anni figlio di Mario, storico esponente della destra extraparlamentare di Avanguardia Nazionale, dovrebbe avere funzioni di coordinamento generale, ancora tutte da esplorare in una struttura collaudata come quella di Abodi, che può già contare su un capo di gabinetto molto forte (Sabrina Bono, voluta dal Ministero dell’Economia), su Mario Pozzi, capo della segreteria tecnica e uomo di riferimento per Fratelli d’Italia, e Eliana Ventola, segreteria particolare molto stimata dal ministro. Per giunta arrivati ormai nella parte terminale della legislatura. Quanto non lo sanno nemmeno i diretti interessati: con i chiari di luna di crisi di governo che ci sono, nei vari Dicasteri è già iniziato il conto alla rovescia verso le elezioni.
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