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La lotta tra FdI e Fi sulle intercettazioni non finisce: il dl Giustizia in Aula senza il mandato dei relatori

Non c'è pace nell'iter di un pacchetto di misure che dovrà passare al vaglio del Parlamento e andrà convertito in legge entro l'11 agosto. Ostellari: "Andrà modificato"
La lotta tra FdI e Fi sulle intercettazioni non finisce: il dl Giustizia in Aula senza il mandato dei relatori
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Il nodo politico dell’estensione delle intercettazioni a strascico non viene sciolto, la contrapposizione tra Fratelli d’Italia e Forza Italia è tutta lì, ancora da dirimere, e così il decreto Giustizia e immigrazione andrà in aula al Senato senza il mandato dei relatori. Non c’è pace nell’iter di un pacchetto di misure che dovrà passare al vaglio del Parlamento e andrà convertito in legge entro l’11 agosto. In commissione Affari costituzionali e Giustizia è stato preso atto dell’impossibilità di concludere le votazioni degli emendamenti – oltre 500 quelli depositati – e si è così arrivati alla sconvocazione delle sedute previste prima del week end.

“Il decreto andrà modificato”, ha detto il sottosegretario leghista alla Giustizia, Andrea Ostellari, interpellato sulla possibilità che la maggioranza ripresenti un pacchetto di emendamenti in Aula. Al di là delle decisioni politiche su alcuni nodi ancora da sbrogliare nella maggioranza, al Senato il decreto dovrebbe essere discusso da martedì pomeriggio, in prima lettura. Le opposizioni valutano di riproporre in aula tutti, o quasi, gli emendamenti depositati in commissione – erano 532 in quella fase – e, pur con i tempi contingentati, sono prevedibili tempi lunghi per la discussione e il voto finale.

Il decreto – che contiene anche norme di conversione delle direttive del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo – dovrà passare al vaglio della Camera (esame atteso in aula tra il 31 luglio o più probabilmente dal 3 agosto) e va convertito in legge entro l’11 agosto. Uno dei relatori del dl al Senato, Marco Lisei di FdI, ha ribadito che, in attesa di alcuni pareri del ministero dell’Economia ancora mancanti, la maggioranza valuterà se e quali emendamenti presentare in aula, non più di una decina sulla carta. Fra questi, quello sulle intercettazioni (spinto da FdI) o altri sui ricongiungimenti dei migranti presentati dalla Lega e da FdI, su cui si deciderà. Resterebbe invece fuori la norma contro i risarcimenti per i criminali che subiscono danni durante il reato, perché a rischio di ammissibilità rispetto al decreto: annunciata come un emendamento dei capigruppo di maggioranza, il testo non è mai stato depositato.

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