Lega, Fontana lancia l’assalto del nord: “Il partito va salvato dal declino. Un passo indietro di Salvini? Da non escludere”
“Chiediamo di rivedere l’impostazione del partito, perché ce n’è un gran bisogno ora”. In un’intervista al Corriere della sera, Attilio Fontana lancia l’assalto dei leghisti del nord contro la segreteria di Matteo Salvini, una rivolta covata per mesi ed esplosa nel direttivo regionale lombardo della settimana scorsa. “I nostri militanti, non solo in Lombardia ma in tutto il nord, ascoltano i cittadini e segnalano un malessere“, afferma il presidente della Regione, esponente storico del Carroccio e già sindaco di Varese. “Nel direttivo, con il segretario Massimiliano Romeo, abbiamo dato voce a questo malessere e alle esigenze di amministratori e cittadini, proponendo valutazioni politiche a partire da un dato di fatto: siamo passati dal 34% al 5% dei voti. Insomma, il problema c’è, e quindi è opportuno lavorare per trovare una via d’uscita da questo declino. E arrivare a una soluzione è utile non soltanto per la Lega, ma per tutto il centrodestra”, incalza. E alla domanda se Salvini debba fare “un passo indietro o di lato” risponde eloquente: “Nessuna soluzione va esclusa a priori. la Lega non teme il rinnovamento”.
Per il governatore lombardo, la soluzione per il rilancio del partito è “innanzitutto valorizzare le nostre ricchezze: e il nostro primo capitale sono i tanti amministratori locali, che interpretano quotidianamente la concretezza che noi chiediamo alla Lega”, spiega. Annunciando un progetto che somiglia al nucleo di una futura scissione: “Ua pluralità di persone stanno lavorando per proporre un nuovo luogo di dibattito. Un’associazione larga e aperta a discutere sui temi importanti come, per esempio, la modernizzazione dello Stato. Sono ancora più convinto che si debba andare verso il federalismo, la maggiore autonomia delle amministrazioni locali, che agiscono con la concretezza che serve ai territori e che sono a contatto con il mondo economico, ricevono le domande di chi lavora e produce ricchezza e per questo chiedono una politica industriale. E vogliamo occuparci anche di diritti civili“. Un tema che sta molto a cuore anche all’altro governatore “ribelle”, il Veneto Luca Zaia, e su cui Salvini invece porta avanti una linea fermamente conservatrice.