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Ultimo aggiornamento: 17:47 del 21 Luglio

Quando Meloni diceva: “Se hai una condanna con sentenza passata in giudicato la pena te la devi scontare, vale per tutti”

Nei giorni della campagna del centrodestra - e pure della premier - sul caso di Mario Roggero, tornano a girare le parole che pronunciò del 2023
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“Chi è indagato o sotto processo deve avere il massimo delle garanzie, ma anche che se hai una pena passata in giudicato te la devi scontare, vale per tutti”. E’ il concetto che esprimeva la presidente del Consiglio Giorgia Meloni tre anni fa. In questo video, in particolare parlava dal palco durante un comizio per la campagna elettorale delle Regionali nel Lazio. In quel caso la premier si esprimeva sull’onda di fatti dell’attualità dell’epoca, in particolare le inchieste che riguardavano esponenti di Fratelli d’Italia come Augusta Montaruli (che si dimise da sottosegretaria) e Andrea Delmastro, ma anche il caso di Alfredo Cospito, l’anarchico che si trovava al 41 bis. E il passaggio torna ora a girare sui social in relazione al caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori che stavano fuggendo dal suo negozio. Come noto, Meloni ha rivendicato l’iniziativa del ministro Carlo Nordio di avviare un’istruttoria per una possibile concessione della grazia a Roggero e si è lasciata andare a una serie di considerazioni nel merito del processo come il fatto che Roggero fosse sotto stress, che forse non era capace di intendere e di volere, che la sentenza era sproporzionata rispetto ad altri reati come la pedofilia o la violenza di gruppo. Insomma: altro che “pena passata in giudicato da scontare”.

Le parole pronunciate nel 2023, per altro, erano legate alla promessa di una riforma della giustizia che doveva ancora arrivare e che – diceva la capa del governo – “garantisca certezza del diritto e certezza della pena”. La riforma della giustizia, come noto, si è poi declinata in particolare nella separazione delle carriere e nelle modifiche del Csm che il referendum del marzo scorso ha bocciato.

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