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L’Italia vola lontano anche nel salto triplo agli Europei: Andy Diaz campione con la quarta misura di sempre, terzo Dallavalle

A Birmingham l'atleta italocubano si conferma tra i migliori del mondo e registra il nuovo primato nazionale. Delusione per le staffette: il sogno del podio sfuma nel finale in entrambe le gare
L’Italia vola lontano anche nel salto triplo agli Europei: Andy Diaz campione con la quarta misura di sempre, terzo Dallavalle
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L’Italia della pista e delle pedane non si ferma più agli Europei di atletica leggera. Gli azzurri, dopo aver raccolto al mattino 5 medaglie nelle 4 gare di marcia (sulla distanza di maratona e mezza maratona), a Birmingham conquistano altre due medaglie nel salto triplo: Andy Diaz – cubano naturalizzato italiano, 31 anni, tesserato delle Fiamme Gialle – è campione d’Europa superando i 18 metri: per l’esattezza 18.15 che è nuovo record italiano e la quarta misura della storia di questa specialità. Diaz, già bronzo ai Giochi di Parigi, si è fermato a soli 14 centimetri dallo storico record mondiale di Jonathan Edwards, l’atleta londinese che ai Mondiali di Goteborg del 1995 arrivò a 18.29. Il suo allenatore è Fabrizio Donato, storico campione del triplo della Nazionale italiana e per anni detentore del primato nazionale. Nella stessa finale Andrea Dallavalle conquista il bronzo: il ragazzo di Piacenza (27 anni, delle Fiamme Gialle) raggiunge i 17,37, scavando un solco tra sé e gli altri finalisti. I due italiani sono divisi da Pedro Pichardo, altro cubano d’origine con passaporto portoghese, oro a Tokyo 2021 e argento a Parigi 2024, che salta a 17.76.

La storia del rapporto tra Diaz e l’Italia è ormai nota. Nel luglio 2021, mentre la nazionale cubana si trova all’aeroporto di Madrid per imbarcarsi verso il Giappone in vista delle Olimpiadi di Tokyo, abbandona la delegazione per rifugiarsi in Italia, stabilendosi a Livorno e allenandosi. Donato lo accoglie a casa sua e lo aiuta per avere asilo politico. Ha ottenuto la cittadinanza italiana nel 2023 su proposta del ministro Matteo Piantedosi dopo che era stata avviata la procedura dal presidente del Coni Giovanni Malagò per i risultati conseguiti nel salto triplo. L’esordio in Nazionale è stato poi proprio alle Olimpiadi di Parigi, dov’è finito terzo dietro a due avversari entrambi cubani ma naturalizzati rispettivamente spagnolo e portoghese, Jordan Díaz e appunto Pichardo.

Tra le altre – numerose – finali conquistate dagli atleti azzurri spicca il 4° posto di Yeman Crippa nei 10mila metri, mentre un po’ di delusione arriva dalle staffette 4×100. Quella femminile (Zaynab Dosso, Gloria Hooper, Dalia Kaddari e Alessia Pavese) è quarta per 6 centesimi dietro alla Gran Bretagna, alla Svizzera e alla Polonia. Le azzurre erano terze dopo la terza frazione, sul rettilineo finale è arrivato il sorpasso delle polacche.

I britannici vincono anche la staffetta maschile davanti alla Germania e al Belgio. Anche qui il sogno del podio per l’Italia sfuma nei 100 finali, anzi negli ultimi 50. Fanno tutto (quasi) bene Eric Marek, Fausto Desalu, Lorenzo Patta e Samuele Ceccarelli, ma quest’ultimo sente un guaio muscolare e finisce per perdere perfino il testimone prima del traguardo. Tradotto significa squalifica.

Il medagliere vede ancora in testa la Nazionale italiana con 8 ori, 4 argenti e 5 bronzi davanti alla Gran Bretagna (6, 5, 1) e alla Germania (4, 7, 4). Gli azzurri sono in testa anche per il numero di medaglie, 17, più delle 15 della Germania e delle 12 di Gran Bretagna e Paesi Bassi.

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