La maxi-rissa dopo il fischio finale, pugni a Eric Garcia e Gavi: la follia di Paredes emblema della figuraccia dell’Argentina
Il cartellino giallo appena entrato in campo, un altro paio di interventi inutili che avrebbero meritato abbondantemente la seconda ammonizione. Poi la vergognosa rissa a fine partita, mentre la Spagna stava legittimamente celebrando il suo trionfo. Leandro Paredes è stato l’emblema della figuraccia dell’Argentina nella finale dei Mondiali. L’Albiceleste ha recitato il ruolo della squadra “brutta, sporca e cattiva” per tutto il torneo, proprio nell’ultimo atto però si è dimenticata che nel calcio va bene fare i duri ma ad un certo punto a pallone bisogna anche giocarci. Invece ha continuato a randellare, trovando l’inevitabile espulsione di Enzo Fernandez. Ha provato a recuperare la finale solo negli ultimi minuti dei tempi supplementari, quando ormai era troppo tardi.
Paredes è entrato in campo nella ripresa, dopo che il ct Scaloni aveva deciso a sorpresa di lasciarlo fuori dalla formazione titolare, preferendogli Nico Gonzalez. Forse il tecnico aveva già percepito come le energie del centrocampista 32enne fossero ormai al lumicino, ma durante il maxi-intervallo della finale al MetLife Stadium di East Rutherford ha deciso per la retromarcia, togliendo proprio Nico per riaffidare le chiavi del centrocampo a Paredes. Che per prima cosa si è fatto ammonire: inutile botta a Rodri, poi uno spintone a Dani Olmo sotto gli occhi dell’arbitro Vincic che non ha potuto fare finta di nulla. Erano passati appena sette minuti dal suo ingresso in campo.
Un Paredes annebbiato ha continuato a commettere falli, senza invece riuscire mai a dare geometrie e respiro all’Argentina, che non è stata capace di gestire almeno qualche possesso o provare a imbastire qualche accenno di ripartenza. Fin qui però siamo ai demeriti in campo e alla scelte discutibili degli ex campioni del mondo in carica, che hanno reso il match contro la Spagna una delle finali più brutte della storia dei Mondiali. Molto più grave quello che è successo dopo la partita, quando l’Argentina – che il Mondiale lo ha vinto 4 anni fa e dovrebbe ricordarsi cosa si prova – avrebbe dovuto riconoscere l’onore delle armi a una Spagna nettamente più forte.
Invece, in mezzo al campo Paredes ha dato vita a una rissa da saloon americano (per restare in tema). Prima ha aggredito Eric Garcia, spingendolo per terra e tentando di colpirlo con un pugno in faccia, che fortunatamente non è andato completamente a segno. Poi si è scagliato furiosamente anche contro Gavi, anche lui finito a terra. Poteva finire malissimo, ma Paredes è stato fermato dal compagno Thiago Almada. Vincic ha visto la scena è ha sventolato il rosso diretto: il minimo, per Parades arriveranno altre giornate di squalifica.
Alcune ricostruzioni, di parte argentina, sostengono che Paredes sia stato “provocato” da Pedri. Poco importa, non avrebbe comunque dovuto reagire in questo modo. Quattro anni fa era lui a gioire meritatamente in Qatar, ora tocca agli spagnoli che hanno dominato la finale. L’Argentina in campo ha provato a usare le sue armi, ma ha estremizzato troppo quei concetti che avevano reso epica la cavalcata verso la finale, fino a trasformare i suoi punti di forza in isteria di squadra. Paredes è stato uno dei responsabili di questa figuraccia. Lui e i compagni non hanno nemmeno parlato a fine gara. Si è presentato solo il ct Scaloni davanti ai microfoni. Ha ricordato come sia importante anche saper perdere: “Bisogna riconoscere che la Spagna era superiore”.