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Mario Roggero, il video della sparatoria in cui il gioielliere uccise i due rapinatori inseguendoli fuori dal negozio

L'ingresso nella gioielleria, le minacce, poi la fuga e il gioielliere che insegue i rapinatori in strada sparando diversi colpi: ecco cos'è accaduto il 28 aprile 2021
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Ventotto aprile 2021, Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. I rapinatori arrivano alla gioielleria di Mario Roggero con un’auto bianca. Entrano nel negozio: prima entra Andrea Spinelli che inizia a parlare con la figlia di Roggero come se fosse un cliente, poi lo raggiunge Giuseppe Mazzarino. Spinelli minaccia la figlia con una pistola giocattolo (a cui è stato tolto il tappo rosso), Mazzarino invece impugna un coltello e lo punta verso la moglie del gioielliere di 72 anni. Intanto l’altro lega la figlia del gioielliere con alcune fascette di plastica ai polsi per immobilizzarla.

Roggero sente la moglie urlare ed esce dal retro del negozio, quindi Spinelli gli punta la finta pistola e lo costringe ad aprire la cassaforte. I due rapinatori a quel punto escono con una refurtiva del valore di 68mila euro.

Anche il terzo rapinatore, fino a quel momento rimasto in auto, entra per poco tempo nella gioielleria. Poi i tre fuggono dal retro andando verso l’auto. A quel punto Roggero apre un cassetto vicino alla cassa, estrae la sua pistola, un revolver calibro 38, ed insegue i ladri.

Il terzo rapinatore, Alessandro Modica, riesce a sedersi alla guida dell’auto: il gioielliere gli spara a distanza ravvicinata, poi esplode altri quattro colpi dal lato del passeggero.

Mazzarino prova a fuggire a piedi, Roggero gli spara alle spalle e lo uccide. Poi raggiunge anche Spinelli che, già ferito, sta tentando la fuga: è a terra e il gioielliere gli tira alcuni calci. Spinelli morirà poco dopo. Modica, invece, riesce a fuggire nonostante sia stato colpito a una gamba.

È questa la dinamica di quanto si vede nelle immagini, riprese sia dalle telecamere di servizio che da quelle della vicina filiale di Poste Italiane, della rapina alla gioielleria che ha portato alla condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per Mario Roggero. Un episodio diventato ormai un caso tra chi parla di legittima difesa e ne chiede oggi la grazia e i magistrati che invece hanno considerato il gesto di Roggero una “esecuzione”.

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