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Inchiesta arbitri, la Procura chiede l’archiviazione per Rocchi: “Nessun sistema per interferire sulle nomine”. Indagata anche l’Inter

Per quanto riguarda il club nerazzurro, che attualmente resta formalmente indagato per la 231, secondo i pm “il decreto di archiviazione è diretta conseguenza dell'esclusione del reato presupposto”
Inchiesta arbitri, la Procura chiede l’archiviazione per Rocchi: “Nessun sistema per interferire sulle nomine”. Indagata anche l’Inter
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Come era ampiamente annunciato, la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi indagato per frode sportiva in concorso con esponenti della società Inter non identificati. Ma il dato di novità è che allo stato del procedimento, in attesa della pronuncia del Gip, la società di viale Liberazione risulta indagata per la legge 231 sulla responsabilità amministrativa degli arbitri e in base all’articolo 8 che prevede l’iscrizione, anche se non viene identificato l’autore del reato presupposto, in questo caso la frode sportiva. Nel mirino del fascicolo sono finite quattro partite dell’Inter con relative designazioni. Mentre la tranche che riguarda le bussate alla sala Var di Lissone sono state trasferite per competenza alla Procura di Monza. Contemporaneamente l’aggiunto Paolo Ielo e il pm Maurizio Ascione, titolare iniziale del fascicolo, nato nella fine del 2024 e conta, comprese le bussate al Var, cinque indagati, hanno trasmesso tutti gli atti alla Procura federale.

Secondo quanto scrive la Procura di Milano, dunque, “la richiesta di archiviazione ricostruisce nei limiti del materiale probatorio acquisito la sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati attraverso l’esame analitico dei risultati delle intercettazioni in taluni casi comparato con gli esiti dei servizi di pedinamento”. In base a tutto questo la Procura, diretta da Marcello Viola, “non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine”. Per questo “distingue dalla frode sportiva penalmente rilevante che presuppone condotte fraudolente astrattamente idonee e volte a incidere sulla regolarità della singola gara, dalle condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche”.

Per quanto riguarda la società Inter, che attualmente resta formalmente indagata per la 231, secondo i pm “il decreto di archiviazione è diretta conseguenza dell’esclusione del reato presupposto”. Per quel che si è appreso, l’iscrizione della società Fc Internazionale è di ieri e non coincide con la modifica del capo d’imputazione a carico di Rocchi per come è emerso il secondo invito a comparire dello scorso maggio e nel quale si legge che lo stesso Rocchi avrebbe “fraudolentemente accettato interferenze al fine di alterare il corretto coinvolgimento della competizione (…) in concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto con costoro, agendo questi ultimi per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della Figc”. Gravina che non risulta indagato. L’intero fascicolo, oltre che alla Procura federale, è stato inviato anche alla Commissione parlamentare antimafia per valutare ipotesi di cointeressenze con la criminalità organizzata.

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