“È un falso storico, non remerò mai”: il tifoso immobile in mezzo ai norvegesi, si rifiuta di fare la Viking Row ai Mondiali
Tra le immagini più virali dell’ultima partita della Norvegia ai Mondiali non ci sono né Erling Haaland né Martin Ødegaard, ma un tifoso rimasto immobile mentre tutto lo stadio si lasciava trascinare dalla celebre Viking Row. Seduto con le braccia appoggiate alle gambe e le mani incrociate, Emil Anners Lappen ha osservato impassibile migliaia di connazionali simulare la remata che accompagna ormai ogni successo della nazionale. Compresa l’ultima vittoria, storica, contro il Brasile. Quel gesto di protesta è diventato rapidamente un fenomeno sui social.
Intervistato da Sky News, Lappen ha spiegato le ragioni del suo rifiuto, che considera una battaglia di rigore storico prima ancora che calcistico. “È molto semplice. I vichinghi non remavano nell’Atlantico, ma navigavano. È una celebrazione storicamente imprecisa. Sono molto contento che il mio messaggio abbia avuto eco per correggere quell’errore. Continuerò a sostenere la Norvegia ma non remerò mai, nemmeno se diventiamo Campioni”.
La Viking Row è diventata il simbolo del cammino della Norvegia ai Mondiali: giocatori e tifosi si siedono come sull’imbarcazione di un drakkar, seguono il ritmo del tamburo e simulano una remata al grido di “Ro“. L’idea, nata da un tifoso e poi adottata dal gruppo organizzato Oljeberget, si ispira all’immaginario dei vichinghi ed è ormai stata replicata ovunque, dagli stadi a Times Square. In più, sta accompagnando la Norvegia in un cammino senza precedenti: Haaland e compagni infatti sono arrivati fino ai quarti di finale e sabato sfideranno l’Inghilterra.
Per Lappen, però, il rito presenta due problemi. Il primo è storico: secondo lui i vichinghi norvegesi attraversavano il Nord Atlantico sfruttando soprattutto le vele e ricorrevano ai remi solo in circostanze particolari, come la navigazione sui fiumi. Il secondo riguarda l’originalità dell’esultanza. Il tifoso ritiene infatti che la Viking Row sia troppo simile al celebre Thunder Clap con cui l’Islanda conquistò il mondo durante gli Europei 2016.
Alla domanda se non sia soltanto un modo divertente per festeggiare, il tifoso norvegese ha risposto senza cambiare idea: “Io l’ho trovato stupido e volevo dimostrare che non lo apprezzavo. Penso che il messaggio sia passato. Oltretutto non basta solo cambiare il modo di eseguire il movimento per dire che non è una copia… Volevano la stessa reazione della gente, hanno solo cambiato il gesto. Ma è la stessa cosa”.
Il dettaglio più curioso? Alle spalle di Lappen, nella stanza da cui ha rilasciato l’intervista, erano appesi dei remi veri. Un particolare che ha reso ancora più singolare la protesta dell’uomo diventato il simbolo del fronte anti-Viking Row, ammesso che ne esista uno. Intanto la Norvegia in campo può continuare a inseguire il suo sogno.