Il fenomeno della ‘Viking Row’ travolge i Mondiali. Come nasce e cosa significa: tutto merito dell’idea di un tifoso
Iconica ed emozionante: la ‘Vikings Row’ dei giocatori e dei tifosi della Norvegia al MetLife Stadium è già l’immagine dei Mondiali. Ma anche a Times Square, nei centri commerciali e in metro. Insomma, per ora il vincitore della Coppa del Mondo è il popolo norvegese. E non potrebbe essere altrimenti per un momento atteso per 26 anni, celebrato col sorriso e con un richiamo alla storia delle imprese dei celebri avi.
Due tocchi di tamburo che scandiscono il tempo, poi la remata accompagnata dal grido ‘Ro’ per spingere la Norvegia: Haaland e compagni hanno staccato il pass per i sedicesimi di finale con un turno d’anticipo. Non male per una Nazionale che sta provando a inserirsi con prepotenza nelle cartine calcistiche Mondiali. Merito, anche, della ‘Vikings Row’.
La Vikings Row al MetLife Stadium
La vittoria contro il Senegal ha permesso alla Norvegia di superare la fase a gironi (si giocherà il primo posto con la Francia nell’ultima giornata del Gruppo I). Poi è partita la celebrazione con l’ormai nota ‘Vikings Row’, nell’estasi del MetLife Stadium. Sul campo i giocatori e i membri dello staff erano seduti fianco a fianco, con il bomber Erling Braut Haaland sorridente in prima fila, mentre sugli spalti c’erano migliaia di tifosi pronti a festeggiare. Il capitano Martin Odegaard, invece, ha svestito i panni di calciatore ed è diventato capopopolo. Una mazza imbottita in mano e via, sul tamburo. Uno, due e… vogata.
Movimenti sincronizzati, sorrisi e una velocità sempre maggiore al grido ‘Ro’ prima dell’applauso finale: tutto il mondo, adesso, sa come si celebrano i successi. Un momento che ha unito calciatori e tifosi, che stanno spingendo lontano la Norvegia nelle sue notti magiche. E questo richiamo alla tradizione è diventato ormai un fenomeno di massa.
L’apoteosi a Times Square e la celebrazione ‘reale’
L’entusiasmo è travolgente. Ovunque. I norvegesi hanno invaso – come da tradizione – l’America esportando la loro celebre vogata. Faceva sorridere quando un piccolo gruppo di tifosi la faceva sulle scale mobili di un centro commerciale o in metro per andare allo stadio. Ha entusiasmato a New York e a Boston (sfidando pioggia e possibili fulmini, ndr). Centinaia e centinaia di tifosi si sono radunati a Times Square con i classici elmetti e corni vichinghi, la faccia pitturata e la maglia rossa della Nazionale. Poi tutti giù a remare per un momento anacronistico sotto lo sguardo dei grattacieli newyorkesi.
Un gesto empatico che unisce tutti, anche chi non è solito esternare emozioni come i reali. Anche la principessa Ingrid Alexandra e il principe Sverre Magnus hanno mostrato vicinanza alla squadra, vogando e incitando anche loro, che di solito non si scompongono mai. E non sono stati gli unici, visto che anche tra i banchi del Parlamento norvegese ci si è mossi a ritmo di vogata per caricare la squadra a distanza. “Heia Norge” è stato il grido finale. Quasi di battaglia.
Come nasce e da dove arriva
Per celebrare il ritorno a un Mondiale dopo l’ultima apparizione a Francia ’98, la Norvegia ha scomodato la tradizione. “The Vikings are coming” era il motto, con calciatori e membri dello staff che hanno posato in uniforme, con elmi, corni e scudi prima di ‘imbarcarsi’ sulle drakkar, le imbarcazioni con cui i vichinghi attraversarono il Nord Atlantico tra il VII e l’XI secolo, e partire alla volta dell’America.
E proprio da qui che nasce l’idea avuta da un tifoso norvegese e subito diventata virale: “È una tradizione che risale a molto tempo fa. Mille anni fa, i vichinghi remavano. Ammainavano le vele e remavano per raggiungere la riva. E lo facevano proprio prima della battaglia”, ha raccontato Ole Froystad alla CNN. Dall’intuizione del singolo fino alla celebrazione con Odegaard e compagni: la Viking Row ne ha fatta di strada. Vogata dopo vogata. “È un urlo che riporta all’unità e alla calma in momenti difficili. Si tratta di remare per la squadra, per far sì che i compagni si sentano a proprio agio in campo”. Come ogni idea geniale che si rispetti, Froystad e amici hanno ‘copiato’ i vicini islandesi. Il “Vikings Thunder Clap”, due colpi di tamburo prima di un battito di mani, aveva accompagnato e spinto l’Islanda fino ai quarti di finale a Euro 2016.
Le altre celebrazioni nel calcio
La Vikings Row è l’evoluzione norvegese di due celebri esultanze: oltre a quella islandese, richiama molto il celebre “Shalala oh Rosenborg” che aveva accompagnato la squadra norvegese in campionato e sui campi di Europa League nel 2015. Anche lì il connubio tra calciatori e tifosi era stato incredibile e adesso è stato replicato in scala nazionale. Ma non soltanto il nord Europa è famoso per celebrazioni particolari. Iconica lo è diventata anche quella di Cristiano Ronaldo. La giravolta volante ma soprattutto il ‘Sium’ fanno ormai parte del gergo comune, per una celebrazione che è riconosciuta e apprezzata in ogni parte del mondo, non solo dagli sportivi. Non allo stesso modo del portoghese, ma comunque celebre è anche un’esultanza tutta italiana. Nel 2006 erano stati i tifosi azzurri ad accompagnare l’Italia nel magico cammino culminato con la vittoria della Coppa del Mondo a Berlino. Partendo dal motivetto di ‘Seven Nation Army’ dei The White Stripes, i tifosi italiani avevano intonato il celebre “Po-popopopo-po” in ogni stadio tedesco, dal Niedersachsenstadion all’Olympiastadion, rendendolo un coro eterno e magico. In quel caso ha portato anche bene. Chissà che la Vikings Row possa essere beneaugurante per la Norvegia. Ma intanto è già storia.