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“Ho ucciso la mia ex”, 39enne confessa il femminicidio ai passanti. Luigia Fortunato aggredita a coltellate a Loreto

La donna, 33 anni, lavorava come cameriera e viveva da anni nelle Marche. Il delitto nella serata di giovedì 9 luglio al culmine di una lite. Il figlio della coppia era a casa con la nonna
“Ho ucciso la mia ex”, 39enne confessa il femminicidio ai passanti. Luigia Fortunato aggredita a coltellate a Loreto
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Ancora un femminicidio. Si chiamava Luigia Fortunato, aveva 33 anni ed è stata uccisa a coltellate dall’ex compagno, un 39enne di origine tunisina, durante una lite scoppiata all’interno di un appartamento di via Bramante, a Loreto, in provincia di Ancona. Tutto è avvenuto nella serata di giovedì 9 luglio. La donna è stata colpita più volte con un coltello e, all’arrivo dei soccorritori del 118, non c’era ormai più nulla da fare.

L’allarme è stato lanciato da alcuni residenti che hanno notato il 39enne uscire dall’abitazione, sporco di sangue e in evidente stato di agitazione, mentre barcollava lungo la strada. Ai passanti che lo incrociavano avrebbe ripetuto: “Ho ucciso la mia ex”, una confessione che ha spinto i testimoni a contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112.

I carabinieri hanno rintracciato e fermato l’uomo poco dopo. In caserma a Porto Recanati, in provincia di Macerata, è stato ascoltato dagli investigatori. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione cosa è avvenuto. Luigia Fortunato era originaria di Cerignola, in provincia di Foggia, ma da anni viveva a Loreto, dove lavorava come cameriera. La relazione con il 35enne era terminata da tempo, ma i due avevano un figlio di 7 anni. Il bambino, al momento del delitto, si trovava con la nonna materna.

L’uomo è stato sottoposto a fermo e trasferito in carcere ad Ancona, il tunisino. Sami Khemaies ha sferrato alcuni fendenti sulla donna. L’uomo si è poi diretto in caserma dove è arrivato con i vestiti insanguinati e ha confessato di aver ucciso la moglie. A quel punto i carabinieri hanno fatto irruzione nell’abitazione di via Bramante 194 e hanno trovato il corpo senza vita della donna, supino in corridoio, che presentava i segni di tante coltellate.

Tra i due, secondo le prime informazioni, ieri sera avrebbero litigato per vari motivi tra cui la gestione del figlio che non era in casa in quei frangenti. Per eseguire tutti i rilievi necessari, sul posto si sono recati i Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo di Ancona. La salma della vittima è stata portata alla sala mortuaria dell’ospedale di Torrette.

Quello di Loreto è l’ennesimo caso di violenza maschile contro le donne registrato nel nostro Paese. Secondo i dati dell’Osservatorio Femminicidi, Transicidi e Lesbicidi di Non Una Di Meno, dall’inizio del 2026 sono stati registrati 34 femminicidi in Italia. A questi si aggiungono 64 tentati femminicidi, numeri che confermano come la violenza di genere continui a rappresentare un’emergenza strutturale, nonostante le oscillazioni nel bilancio delle vittime rispetto agli anni precedenti.

La cittadina di Loreto (Ancona) si è svegliata sotto choc. La coppia si sarebbe più volte temporaneamente separata ma attualmente viveva insieme nell’abitazione dove è avvenuto il delitto. Non erano comunque state attivate istanze per cui vi fosse la necessità per la famiglia di essere seguita dai servizi sociali: qualche giorno fa il 39enne era stato visto con il figlio al bar ma nulla poteva far presagire ciò che poi è avvenuto.

“Sono drammi che colpiscono la città – dice all’Ansa il sindaco Moreno Pieroni – ieri sera stare lì e vedere lo strazio dei familiari è stata una cosa drammatica. È uno strazio che stiamo vivendo tutti noi e la città di Loreto: siamo frastornati tutti da questo dramma che colpisce tutta l’Italia, quello del femminicidio che non si riesce ancora a debellare. Loreto sarà vicina alla famiglia come amministrazione e servizi se sarà necessario”. Il primo cittadino valuterà la possibilità di proclamare una giornata di lutto cittadino.

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