Tutti a scuola con il grembiule blu per “promuovere la parità”, la Lega insorge: “Ideologia woke”. Il caso a Boviso Masciago
All’istituto comprensivo “Alessandro Manzoni” di Boviso Masciago (Monza Brianza) da settembre tutti i bambini e le bambine indosseranno un grembiule di colore blu per “superare le tradizionali distinzioni cromatiche legate all’identità di genere, promuovendo la parità fin dai primi anni della scuola primaria”. La decisione, comunicata nei giorni scorsi alle famiglie dalla dirigente scolastica Fabiana Novello, ha mandato su tutte le furie la Lega che vuole ancora i grembiuli bianchi o rosa per le femmine e blu o neri per i maschi.
A sollevare per primo un polverone è stato il capogruppo del Carroccio in Regione Lombardia, Alessandro Corbetta che dal suo profilo Facebook ha tuonato: “Una deriva che lascia perplessi. Con tutti i problemi che riguardano la scuola, davvero la priorità è il colore del grembiule? Per generazioni bambini e bambine sono cresciuti con grembiuli blu, neri, rosa o bianchi, senza che questo abbia mai impedito pari diritti, rispetto, amicizia o inclusione. La scuola dovrebbe occuparsi prima di tutto di educazione, formazione, merito e qualità dell’insegnamento. Portare nelle primarie scelte che richiamano l’ideologia woke significa caricare bambini piccoli di temi che non appartengono alla loro età e che rischiano solo di creare ulteriore confusione. Maschi e femmine esistono a livello biologico e non si cancellano con un grembiule uguale per tutti. Evidentemente qualcuno pensa che per promuovere la parità dei diritti si debbano annullare le identità sessuali. Nulla di più sbagliato”.
Eppure ad approvare la decisione, presentata dalla preside in una circolare, è stato il Consiglio d’istituto e nella nota della dirigente ci sono tutte le spiegazioni: “Al fine di favorire un ambiente sempre più inclusivo ed equo, tutti gli studenti e le studentesse della scuola primaria indosseranno un grembiule di colore blu. La decisione del Consiglio di istituto racchiude un profondo significato pedagogico e sociale: il colore blu è stato scelto come simbolo, a favore dell’identità della persona nella sua unicità, obiettivo primario a cui il nostro istituto mira quotidianamente”.
La scuola ha deciso anche di tener conto di un periodo di adattamento, “pertanto i nuovi grembiuli blu per tutti saranno richiesti entro la conclusione del mese di ottobre”.
Corbetta non ne vuol sapere e sostenuto dagli esponenti locali del suo partito è pronto a chiedere chiarimenti al ministero dell’Istruzione e del Merito e all’ufficio scolastico regionale.
Dal canto suo Novello non si è scomposta e dalle pagine di un giornale locale ha replicato: “Incomprensibile l’accusa e il timore di una deriva ideologica. La scelta del grembiule unico, già compiuta nel tempo da altre scuole dell’ambito, è stata approvata con delibera all’unanimità dal Consiglio d’Istituto al termine di un confronto serio e partecipato. Non cancella evidentemente alcuna differenza biologica tra maschi e femmine ma supera una semplice distinzione cromatica per mezzo del grembiule”.