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Ultimo aggiornamento: 16:03

Conte avverte: “Se qualcuno tradirà l’impegno preso, ci sfileremo. Renzi? Ha spianato la strada a Meloni ma non voglio vendicarmi”. Su La7

Il leader M5s chiarisce i nodi su possibili alleanze: "Non siamo disponibili a governi tecnici o di larghe intese"
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“Sicuramente andremo in alleanza perché dobbiamo vincere con un progetto in coalizione. Ma se qualcuno verrà meno all’impegno preso, noi ci sfileremo: faranno gli altri governi con chi vogliono, noi non siamo disponibili a cambiare assolutamente“. Con queste parole, pronunciate a In Onda, su La7, il leader del M5s Giuseppe Conte ha tracciato i confini del campo progressista che sta costruendo con il Pd e Avs.
Rispondendo a una domanda del conduttore Luca Telese, che menziona il leader di Italia Viva Matteo Renzi, dichiaratosi “pronto a fare un solenne patto anti-ribaltone” nella futura alleanza di centrosinistra, Conte avverte: “Quale patto anti-ribaltone migliore ci può essere quando vai, parti e chiedi la fiducia davanti al Parlamento ai cittadini? Allora, qui si può dire tutto, ma la vera garanzia antiribaltone la do io, questa sera“.
A Telese che definisce “clausola di ritorsione” le condizioni di Conte, l’ex presidente del Consiglio replica: “Assolutamente no, è un problema di coerenza e serietà. Quindi, sappiano tutti che noi non siamo disponibili a governi tecnici o di larghe intese”.

Nel corso della trasmissione, il presidente del M5s spiega la linea del Movimento per la costruzione del campo progressista: competitività prima di tutto, programma comune a settembre e porte aperte a contributi esterni, ma senza personalismi e con una clausola di serietà molto netta.
Al direttore di Domani, Emiliano Fittipaldi, che gli chiede lumi sull’inclusione di soggetti politici esterni al nucleo M5s-Pd-Avs, Conte risponde: “Non si tratta di aggiungere persone a tavolino, ma di estendere la capacità di attrarre. Ciascuno sta completando il suo percorso, ci vedremo per definire un programma unitario e valuteremo anche la possibilità di considerare altri contributi”.
“E Renzi?”, incalza Fittipaldi.
“Questa è la solita domanda che mi fate, lo valuteremo a tempo debito – precisa Conte – Voi volete che si facciano queste valutazioni a tavolino sulla base di personalismi, dobbiamo prima definire un programma e poi vedremo. C’è anche Onorato che ha fatto un progetto dal basso con 600 amministratori civici, c’è anche Maraio col Partito Socialista, c’è Magi con Più Europa, c’è anche Ruffini e voi parlate tutti i giorni di Renzi“.
Sul rapporto personale con Renzi, responsabile della crisi del suo secondo governo in piena pandemia, Conte ha separato la politica dal risentimento personale: “Renzi ha fatto un grande errore perché si è assunto la responsabilità di spianare la strada alla Meloni, nonostante lui si nasconda sempre dietro Draghi. Questo è un errore politico, ma sul piano personale non ho nessuna ragione di vendicarmi. Il mio obiettivo è cambiare questo paese perché altri cinque anni di Meloni mi preoccupano molto“.

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