Come educare alla legalità se solo i furbi la fanno franca? Personalmente spero nella redenzione
Personalmente credo che le persone possano, con fatica e sofferenza, cambiare il loro modo di comportarsi e redimersi rispetto a aspetti riprovevoli della loro vita. Nel mio lavoro di psicoterapeuta ho assistito pazienti che sono riusciti a uscire da una vita costellata da reati o comportamenti disdicevoli. In tutti i casi presupposti necessari sono la sofferenza interiore, che porta alla messa in discussione dei propri valori di riferimento, e l’espiazione di una pena.
Perché la persona non può cambiare senza pena e sofferenza? Semplicemente perché nel nostro inconscio senza l’espiazione e il senso di colpa trionferebbero le istanze pulsionali primitive che porterebbero, inevitabilmente, il soggetto a ripercorrere gli errori del passato. Insomma occorre il “lavoro del lutto” e la sofferenza serve a rompere una vecchia organizzazione psicologica. Per fare un paragone con qualcosa di fisico ritenere di poter migliorare la propria muscolatura senza la fatica del fare ginnastica è una illusione. Allo stesso modo è impossibile ritrovare la propria dirittura morale senza sofferenza e espiazione psicologica. In un recente libro, intitolato Silvio va in paradiso: psicoanalisi di un arcitaliano edito da Aliberti, in tono scansonato, espongo questo concetto consigliando un’anima tormentata che viene a chiedermi aiuto.
L’istituto della grazia che era prerogativa dei re e ora, in alcune democrazie, dei presidenti dovrebbe servire, a commutare una pena quando la persona ha sofferto, ne ha espiato una parte e palesemente risulta cambiata. Se da un punto di vista giuridico la detenzione dovrebbe arrivare al suo compimento, da un punto di vista umano la sofferenza, chiaramente provata dal soggetto, è sufficiente e si interviene con la grazia.
Recentemente abbiamo assistito attoniti all’uso della grazia, al contrario, per ribadire che il ricco e il potente può fare quello che vuole. Negli Stati Uniti la grazia è stata usata dal presidente come uno strumento per fare politica e aiutare i suoi sostenitori e in Italia, purtroppo, dubbi aleggiano sull’ultima grazia concessa. Il termine “sputtanare” secondo il dizionario della lingua italiana è un modo gergale e volgare di rappresentare il disvelamento di aspetti nascosti, solitamente riprovevoli. Secondo la psicologia tutti gli esseri umani hanno nel loro inconscio aspetti nascosti che desiderano tenere celati. Il rischio è che le persone che a vario titolo sono entrate a contatto con vicende dubbie e vergognose vengano a loro volta contaminate dalla riprovazione sociale. Per quanto riguarda i singoli personaggi potremmo disinteressarcene ma, purtroppo, a volte ne vanno di mezzo anche le istituzioni.
Come si potrà chiedere a un idraulico la ricevuta con Iva e successivo suo pagamento dell’Irpef se lui obietterà che le istituzioni sono “sputtanate”? Già si rafforza il luogo comune per cui i soldi conferiti allo stato vengono “sputtanati” in mille rivoli: ad esempio per essere elargiti a ragazzotte compiacenti che se la fanno con i ministri (casi di questo tipo sono recentemente stati svelati). Come si potrà educare un figlio adolescente al rigore, al rispetto delle regole e al sacrificio per un futuro migliore. Certamente lui obietterà che è meglio agire ai limiti della legalità o, da scaltro, anche nell’illegalità stessa tanto tutto è corrotto e solo i furbi la fanno franca.
Come potremo indirizzare una figlia alla ricerca di un amore vero che appaghi e, attraverso una visione morale e positiva della vita, conferisca benessere e soddisfazione. Ascolterà le nostre tiritere poi in cuor suo penserà che tanto tutti più o meno si vendono per soldi, carriera o successo. Le prediche morali sono un paravento per nascondere il fatto che si agisce solo per i propri interessi. Il “così fan tutti” rischia di divenire il leitmotiv di fronte ad istituzioni sputtanate che si fanno turlupinare o sono colluse con i potenti e i ricchi.
Ognuno di noi ha diverse istanze psicologiche dentro di sé. Nei fumetti di Paperino vengono rappresentate da un angelo che offre buoni consigli e un diavolo che incita a non seguirli per cercare solo un tornaconto. Da adulti sappiamo che il risultato momentaneo in barba alle leggi e a discapito di altre persone solitamente porta a trovarsi nel futuro in difficoltà. Le cattiverie si ritorcono contro chi le ha orchestrate o le agisce. Sappiamo da anziani che seguire un vissuto morale interiore aiuta a raggiungere la serenità a momenti di felicità. Soprattutto siamo consapevoli che la convivenza civile, in cui tutti rispettano delle regole comuni e non compiono reati, è il mondo migliore in cui si può vivere.
Purtroppo assistiamo spesso allo “sputtanamento” di queste convinzioni in quanto la sensazione è che se sei potente e ricco puoi infischiarti delle regole e trovare degli escamotage per fregare le istituzioni.
Ho frequentato solo occasionalmente un carcere per seguire un paziente detenuto fratello di un amico. Era una persona disagiata affetto da quello che in psichiatria si definisce “disturbo di personalità”. Non si tratta di una malattia che porterebbe in alcuni casi alla non imputabilità ma di un modo di comportarsi anomalo con cause di base psicologiche. Dai suoi racconti e dai racconti di altri ex detenuti, guardie carcerarie e medici del carcere mi sono fatto l’idea che tanti “poveri Cristi” siano internati anche per reati minori. Ci sono migliaia di questi poveracci, con scarse capacità intellettuali, scarsi mezzi economici, mancanza di avvocati disposti a spendersi per loro, scarsa cultura e vite terribili nella loro infanzia che riempiono le galere. Molti di loro avrebbero i presupposti per accedere a una qualche forma di sconto della condanna?
Questi poveracci devono però giustamente stare in carcere perché hanno commesso reati per poter essere rieducati all’idea che si vive meglio se si vive onestamente. Che messaggio rieducativo potrebbe arrivare a costoro se prevalesse l’idea che se sei ricco puoi fregare le istituzioni e sfuggire anche a una se pur minima pena? Personalmente spero nella redenzione delle persone per cui il mio auspicio è che la sofferenza li attraversi e li aiuti a cambiare.