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L’estate bollente di Positano, travolta da una tempesta giudiziaria. L’ha scatenata la neo eletta sindaca Guida: denunciò il ‘Sistema’ dagli scranni dell’opposizione

Ci sono 11 indagati per corruzione, tra cui due ex sindaci. Comune a lungo senza pc per le perquisizioni e i sequestri. La procura di Cantone e i carabinieri indagano su un "centro di interessi" che si sarebbe spartito commesse per 4 milioni di euro
L’estate bollente di Positano, travolta da una tempesta giudiziaria. L’ha scatenata la neo eletta sindaca Guida: denunciò il ‘Sistema’ dagli scranni dell’opposizione
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Positano, abbiamo un problema. L’indagine per corruzione sugli ultimi anni di vecchia amministrazione Guida-De Lucia piomba a inizio stagione turistica mentre tutto è cambiato. A fine maggio è diventata sindaco la consigliera comunale che per prima aveva denunciato il presunto ‘Sistema’. Si chiama Gabriella Guida, 42 anni, oppositrice dell’ultimo sindaco Giuseppe Guida, sono cognomi che ricorrono, e si rischia di fare confusione. Gabriella Guida ha studiato al Dams ed è tornata qui per lavorare nell’azienda turistica di famiglia, un albergo sulla spiaggia di Fornillo, che fino a venti anni fa era un litorale popolare ed oggi si è omologato al tariffario di un turismo esclusivo per ricchi e ricchissimi.

Su Instagram in un video che divenne virale, l’attuale sindaca spiattellò nomi e cognomi e studi professionali e parlò di appalti spacchettati ad hoc per affidarli agli amici e agli amici degli amici, senza il fastidio di fare gare. Combaciano con quelli scritti sul decreto di perquisizione firmato dal procuratore di Salerno Raffaele Cantone. Gabriella Guida uso’ le parole ‘Sistema Positano’ perché – dicono i positanesi incrociati al Bar Internazionale, ritrovo intellettuale della zona alta del paese – leggeva i nostri pezzi sul ‘Sistema Sorrento’. E trovò molte analogie tra quel che era accaduto nelle due vicine perle di due costiere che si toccano alla fine della statale 163.

Abbiamo un problema, dicevamo. I carabinieri hanno portato via i pc di mezzo comune, lasciando per giorni nuovi amministratori, dirigenti e funzionari spaesati e spiazzati. In oggettiva difficoltà ad operare. La sindaca si aggira tra i corridoi nel tentativo di rimettere in moto una macchina rimasta con poca benzina. E non rilascia dichiarazioni o interviste. Aspetta. E lavora. Alla giunta innanzitutto. Che non è completa: affidate ad Emanuele Cafiero le deleghe di sindaco, viabilità e alla scuola, ad Elena Mascolo il contenzioso, demanio e patrimonio, e a Giuliano Sasso l’urbanistica e lavori pubblici, bisognerò individuare il quarto e ultimo assessore. Il jolly esterno che sarà annunciato in anteprima a uno dei prossimi consigli comunali e sul quale c’è riserbo.

La tempesta giudiziaria che si è abbattuta su Positano ha infatti ridisegnato la scaletta delle priorità, e non si potrà non tenerne conto nell’individuazione del nome. Fonti vicine alla sindaca – che è stata anche sentita dal pm e dai carabinieri durante le indagini – spiegano come tutto è scoppiato: studiando le poste di bilancio, ed in particolare l’uso del ricavato della tassa di soggiorno. Ben due milioni di euro, mica bruscolini per un comune di appena 3700 abitanti. Il 70% di questi proventi veniva utilizzato per piccoli interventi di manutenzione del territorio. Affidati a piccole società o coop, che secondo le opposizioni erano sempre le stesse, in certi casi finivano per duplicare servizi già effettuati da altre società, ed avevano la sede legale nello studio Guida-Vitolo di Piano di Sorrento. Lo studio professionale di Giuseppe Guida, commercialista ed ultimo ex sindaco.

In procura hanno preso sul serio le denunce del gruppo ‘Superpositano’, e sono andati avanti come un caterpillar. Con una perquisizione che di fatto in Comune è durata qualche giorno, ed ha interessato anche alcune abitazioni degli indagati. Sono 11 in tutto.

Nel decreto il pm Alessandro Di Vico sospetta uno “stabile asservimento” dell’ex sindaco e di due ex assessori – uno dei quali, Michele De Lucia, era stato sindaco nel decennio precedente – “a interessi personali di soggetti terzi, per lo più imprenditori, operanti con sostanziale continuità nel nevralgico settori di affidamenti di commesse pubbliche” per un valore totale di 4 milioni di euro in favore di “un unitario centro di interessi” composto da otto imprenditori e nove società.

Il ‘Sistema Positano’ avrebbe operato dal 2019 fino alle elezioni del maggio scorso. Gli imprenditori indagati avrebbero provato a far rivincere i vecchi amministratori, e questa – secondo il pm – sarebbe una delle tracce della corruzione. Incuriosisce che sotto inchiesta ci siano solo politici e titolari di ditte, e manchino del tutto dirigenti e funzionari comunali, senza i quali una delibera o una determina è impossibile produrla e renderla esecutiva. “Si sta procedendo per gradi”, ci spiega una fonte investigativa. C’è attesa per il Riesame – chiesto dall’avvocato Michele Sarno, difensore dell’ex sindaco Guida – che desecreterà verbali e informative. Nei vicoli delle boutique di lusso si rincorrono, incontrollate, le voci su alcuni imprenditori finiti sul lastrico perché condotti a investire centinaia di migliaia di euro in attività commerciali nei luoghi sbagliati. Colpiti perché non facevano parte – sussurrano – del giro finito sotto inchiesta. A Positano sarà un’estate bollente, e non solo per il cambiamento climatico.

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