Furto opere Antonello da Messina: “Ritrovato il furgone usato dalla banda”. I ladri lì hanno cambiato mezzo
Le indagini sul furto delle opere di Antonello da Messina dal museo regionale Accascina della città dello Stretto arrivano a una prima possibile svolta: gli investigatori della Squadra mobile e i carabinieri del Nucleo Tutela beni culturali hanno ritrovato il furgone che ritengono sia stato usato dalla banda che ha messo a segno il colpo. Si trovava in una zona non coperta dalle telecamere, dove i rapinatori hanno effettuato – secondo una prima ipotesi – un cambio di mezzo per continuare la fuga con un veicolo pulito.
Gli investigatori però non si sbilanciano e dopo il ritrovamento parlano di verifiche per appurare se il mezzo sia stato realmente usato dai ladri. Il ritrovamento è stato possibile osservando le telecamere di vigilanza poste nei pressi del museo e quelle delle strade vicine che poi portano all’Accascina. Sono stati controllati anche i video dei giorni prima al clamoroso colpo avvenuto nella serata del 15 agosto, per individuare qualcuno che potrebbe essere entrato nella sala dov’è avvenuto il furto nei giorni precedenti. Indagini riguardano anche le celle telefoniche, per capire se vi siano nelle ore prima del colpo e durante il furto degli agganci nelle celle telefoniche di cellulari che magari non appaiono mai nei giorni precedenti.
Nel frattempo gli investigatori hanno confrontato le dichiarazioni della direttrice del Museo, Marisa Mercurio, e dei quattro custodi sul funzionamento dei sistemi d’allarme. Non risulta chiaro perché, nonostante siano scattati, non siano state avvisate tempestivamente le forze dell’ordine. È quindi compito degli investigatori capire cosa sia accaduto e come mai i custodi addetti ai monitor che mostrano le immagini delle videocamere non abbiano notato nulla. I banditi hanno approfittato della processione della Vara, il carro votivo dedicato alla Madonna dell’Assunta, che richiama migliaia di messinesi e impegna le forze dell’ordine, per compiere il colpo.
La banda sarebbe stata composta da almeno 4 persone: due banditi sono entrati mentre altri due hanno atteso fuori. Tutti avevano il casco integrale da motociclista e le magliette nere. I banditi hanno lasciato due delle cinque tavole del Polittico, che avevano prelevato dal museo, su un muretto e i dipinti sono stati notati da una famiglia che ha avvertito il 112 verso le ore 21. Solo dopo questa segnalazione è scattato l’allarme nonostante nel museo vi fossero i custodi del turno 19.30-7.30.