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Stefano Bandecchi indagato per corruzione, inchiesta sugli appalti: perquisizioni anche in una società calcistica

La Procura di Terni ipotizza un presunto patto illecito nell'affidamento dei lavori per una strada nell'Orvietano. Coinvolti due pubblici ufficiali e un imprenditore. Gli accertamenti si estendono alla cessione delle quote di un club dilettantistico all'Unicusano
Stefano Bandecchi indagato per corruzione, inchiesta sugli appalti: perquisizioni anche in una società calcistica
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Il presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi, è indagato in una nuova inchiesta della Procura che ipotizza un presunto patto corruttivo nell’affidamento di un appalto pubblico per la sistemazione di una strada nell’Orvietano. Gli inquirenti contestano a Bandecchi e a un altro pubblico ufficiale il reato di corruzione. Nell’indagine risultano coinvolti anche un secondo funzionario pubblico e un imprenditore, mentre a tutti gli indagati viene contestata la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Al centro dell’inchiesta vi sarebbe “pactum sceleris“, finalizzato a orientare l’assegnazione dei lavori pubblici.

Nell’ambito delle indagini sono state eseguite numerose perquisizioni, anche presso una società calcistica dilettantistica. Gli accertamenti riguarderebbero infatti anche la cessione delle quote del club all’Università Niccolò Cusano (Unicusano), circostanza che gli investigatori stanno approfondendo per verificare eventuali collegamenti con il presunto sistema contestato.

Per Bandecchi si tratta dell’ennesimo capitolo giudiziario che lo coinvolge negli ultimi anni. Lo scorso 17 febbraio il giudice per l’udienza preliminare di Roma lo ha rinviato a giudizio con l’accusa di evasione fiscale nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione proprio dell’Università Niccolò Cusano. La Procura capitolina gli contesta, quale amministratore di fatto dell’ateneo telematico, il mancato versamento di imposte per circa 20 milioni di euro tra il 2018 e il 2022. A processo, insieme a lui, sono stati rinviati anche altri tre ex dirigenti della società.

L’inchiesta romana rappresenta l’approdo di un’indagine avviata dalla Guardia di Finanza, che aveva già portato al sequestro preventivo di beni riconducibili all’Unicusano per decine di milioni di euro nell’ambito delle contestazioni tributarie. Il nuovo fascicolo aperto dalla Procura di Terni riguarda fatti apparentemente distinti con il minimo comun denominatore della società calcistica.

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