“Noi volontari impegnati per anziani e persone con disabilità. Ma ne servirebbero più del doppio”
“Noi non chiudiamo mai. Anche ad agosto cinquanta volontari sono in sede a rispondere alle richieste delle domande che arriva dal territorio di tutta la provincia di Lecco nelle 21 sedi di Auser. Aiutiamo ogni anno circa seimila persone e percorriamo – per portare aiuti – 765.000 km all’anno, più di tre volte il giro del mondo, facendo circa 45mila accompagnamenti, sempre all’anno”. Claudio Dossi è il presidente di Auser Lecco, associazione composta da 250 volontari, che ha come scopo rispondere ai bisogni delle persone anziane, ma anche quelle portatrici di disabilità. “Con i nostri 65 automezzi le accompagniamo ogni i giorno verso i luoghi della cura – ad esempio i centri oncologici della città di Milano o Bergamo – aspettando che abbiano finito e riportandoli a domicilio; ma ci occupiamo anche di consegnare farmaci per anziani o fragili che magari sono soli e non riescono a deambulare. E anche la spesa o i pasti alle persone che ne hanno bisogno”.
Gli anziani in carico sul territorio, spiega sempre Dossi, sono circa 1.000. “Vengono chiamati settimanalmente, alcune volte anche giornalmente. Facciamo anche una teleassistenza presidiata da remoto attraverso cui siamo in grado di capire quando, ad esempio, un anziano cade, perché in quel caso viene immediatamente messo in contatto con noi che allertiamo i soccorsi. Lo stesso quando queste persone si allontanano troppo da casa e rischiano di perdersi se hanno poca memoria: siamo in grado di capire attraverso un GPS dove sono e li andiamo a recuperare”.
Ma come si finanzia un’associazione così attiva sul territorio? “Donazioni, partecipazione a progetti europei e bandi regionali”, risponde Grazia Mareghello, coordinatrice provinciale telefonia sociale di Auser Lecco. Che racconta: “Lavoro in Auser da dieci anni, poi da quando sono in pensione ho aumentato la mia disponibilità: vengo in sede almeno due giorni a settimana, a cui si uniscono i momenti di formazione che sono importantissimi, perché spesso alcune parole chiave dette da chi ascoltiamo di fanno intuire una situazione problematica. Ad esempio, in questo periodo di caldo estremo, cerchiamo di capire se abbiano il condizionatore o il ventilatore, diamo informazioni su cosa fare o non fare con le alte temperature, ci accertiamo che le persone si alimentino e si idratino. Loro sanno che possono contare su di noi anche per il ritiro della spesa o la consegna dei farmaci. Ma può capitare che ci chiamino anche perché il frigo o la lavatrice perde acqua, allora facciamo in modo di mandare persone di fiducia e verificare per capire cosa sta succedendo. Ma il nostro”, continua la volontaria, “è anche un lavoro di contrasto alla solitudine. A chiamare sono soprattutto signore con più di settantacinque anni, “in questi dieci anni l’utenza è un po’ cambiate, le criticità in genere sono legati a quelle persone che hanno problemi di mobilità, magari abitano in condomini senza ascensore, insomma quelle più fragili a cui noi garantiamo più telefonate nell’arco della settimana. Un lavoro di aiuto ma che, conclude Grazia Marenghello, “ci dà moltissima gratificazione: ascoltare la voce di una persona che aspetta la nostra telefonata è sempre un grande piacere. Tra l’altro la nostra associazione organizza anche laboratori per rafforzare la memoria, momenti di socialità, ma anche pillole di prevenzione sanitaria”.
Auser Lecco, insomma, è una vera e propria macchina di assistenza. Ma riesce realmente a stare dietro a tutte le richieste del territorio? “Siamo ben organizzati e l’associazione è ben strutturata, quindi riusciamo a rispondere in modo tempestivo alle richieste, ma certo non siamo in grado di risolvere tutte le situazioni, siamo comunque in una situazione di volontariato”, risponde Claudio Dossi. “Purtroppo il pubblico è carente, se mancasse il supporto del terzo settore ci sarebbe un crollo di risposte alle domande di anziani e persone con disabilità. Certo servirebbero più volontari, almeno mille, ne abbiamo la metà. Un altro fronte delicato è quello del parco veicoli attrezzato per persone con cattiva deambulazione, in carrozzina etc. I sostegni per acquistare questi mezzi sono del tutto carenti, eppure ogni mezzo, ripeto ne abbiamo 65, costa intorno ai 30.000 euro”. Ma i problemi non si fermano qui e sfociano anche nel paradosso: “Lo Stato chiede supporto al volontariato, ma quanto ai contributi noi abbiamo al massimo il patrocinio concesso per le raccolte fondi. Soprattutto, però, lo Stato ci tratta come un’azienda privata, siamo persino costretti a pagare l’Iva, un paradosso, quando invece sarebbe corretto dare un sostegno ad associazioni strutturate come la nostra, che danno un importante contributo sussidiario alla comunità e alla collettività. Soprattutto quella degli anziani e delle persone portatrici di disabilità”.