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Etnantispecista, il primo festival vegano e intersezionale della Sicilia aperto a tutti

Il festival si terrà nella cornice magica e suggestiva del rifugio L'Arca di Natalia, che sorge a pochi passi dall’Etna
Etnantispecista, il primo festival vegano e intersezionale della Sicilia aperto a tutti
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di Lisa Marino

Nessuna attivista è sola e tutte le battaglie sono correlate: questo ciò che muove Etnantispecista, il primo festival vegano, antispecista e intersezionale della Sicilia.

Sabato 4 e domenica 5 luglio a Trecastagni, in provincia di Catania, il santuario di animali liberi L’Arca di Natalia ospiterà un festival a tutto tondo, che parte dalla promozione del veganismo e della visione dell’animale non umano al di là delle logiche antropocentriche, ma che includerà anche le lotte umane.

Sul posto, infatti, saranno coinvolte realtà e associazioni del territorio che si occupano delle tematiche più variegate, per dare vita a una due giorni di sensibilizzazione e divulgazione contro tutte le oppressioni. Un inno alla libertà per tutti gli individui, insomma, di qualunque provenienza, genere, orientamento e specie.

“Etnantispecista nasce dal desiderio, che è però anche una necessità, di creare una rete di persone, animate dalla lotta contro ogni sfruttamento verso la liberazione di tutti i corpi – racconta Silvia Clementi, volontaria responsabile del rifugio L’Arca di Natalia – La militanza per un mondo migliore e più libero per tutti, è un qualcosa che sul territorio siciliano c’è già e che esiste in varie forme. Quel che manca, purtroppo, è un riferimento comune, una rete di supporto che contrasti la tendenza a rassegnarsi a combattere da sole”.

Creare relazioni e connessioni tra le persone attiviste, contro l’individualismo e contro i pregiudizi culturali, è dunque ciò che ispira questo festival. “Intendiamo trasmettere il messaggio che non siamo sole e che tutte le battaglie sono alleate” prosegue Clementi. Credendo fermamente nel fatto che “le basi per il cambiamento devono partire dal basso, e reggersi sulla solidarietà collettiva e il mutuo supporto tra attivisti, associazioni e collettivi. Poiché nessuna lotta è da ritenersi a sé stante, inclusa, appunto, quella che riguarda gli Animali non umani e i rifugi antispecisti”.

E l’intera Rete dei Santuari riporta questi princìpi alla base del proprio attivismo, tant’è che nella nostra Carta dei valori si può leggere che “puntare verso un futuro migliore, di maggiore rispetto verso gli altri animali, è imprescindibile dalla liberazione da ogni altra forma di discriminazione, tutte convergenti a quella di specie”. Consapevoli che le oppressioni si rafforzano a vicenda e che l’alleanza tra le lotte è l’unica strada per un’autentica liberazione.

Ma torniamo all’Etnantispecista, dove ci aspetta un programma di talk e conferenze intersezionale, ricchissimo e variegato. La proposta spazierà dallo sfruttamento animale alla violazione dei diritti umani, dalla lotta queer ai popoli oppressi, dai cani liberi del territorio all’ecotransfemminismo. E non mancheranno i momenti di convivialità e divertimento, con laboratori, escursioni, area market e musica dal vivo. Ci si potrà, inoltre, deliziare con i piatti e le preparazioni tipiche della tradizione siciliana, alcune già tipicamente vegetali oppure riviste in chiave vegan. E, infine, a fondamento di tutto, ci sono loro: gli animali non umani che vivono a L’Arca di Natalia.

Il festival si terrà infatti nella cornice magica e suggestiva del rifugio, che sorge a pochi passi dall’Etna. Sarà pertanto possibile attraversarne lo spazio e lasciarsi ispirare da questo “mondo alla rovescia”, che è la casa di oltre cento individui sopravvissuti all’industria alimentare, a maltrattamenti o a sequestri. Ed è proprio agli animali rifugiati al santuario che andranno i proventi dell’evento. Animali che, ricordiamo, in quanto residenti in un rifugio, non godono di alcun incentivo pubblico né sovvenzioni.

L’evento è aperto a chiunque: persone curiose, famiglie, attivisti e non… insomma, a tutte le persone che abbiano voglia di passare qualche ora diversa dal solito, in uno spazio che unisce la leggerezza dello svago e l’importanza delle tematiche portate. “E ci auguriamo possa essere un’esperienza unica fatta di emozioni profonde, nuove prospettive e momenti di scoperta”, conclude Silvia de L’Arca di Natalia. D’altronde, come si legge sui canali del festival “la rivoluzione è pronta a esplodere”. E questo è solo l’inizio.

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