Via il muro tra Stato e Chiesa, no vaccini per motivi religiosi, la Bibbia come base del diritto: così la Commissione voluta da Trump demolisce la laicità degli Usa
La rivoluzione di cui finora si erano intravisti i barlumi ora è nero su bianco. Non più segnali dispersi nella comunicazione politica o nelle nomine giudiziarie, ma un impianto teorico solido, condensato nella relazione pubblicata dalla Commissione Presidenziale per la Libertà Religiosa istituita da Donald Trump nel 2025. Una sorta di manifesto del “trumpismo religioso” che, se attuato, comporterebbe una frattura nella storia americana: in futuro il rapporto tra Stato e religione, è il messaggio, non deve essere inteso come separazione ma come interdipendenza e la fede non dovrà essere più un elemento privato ma diventare una categoria politica e costituzionale. “Stiamo riportando la religione nel nostro Paese – ha detto il tycoon venerdì presentando il report nello Studio Ovale -. Affinché l’America sia una grande nazione dobbiamo essere una nazione sotto Dio“.
“Negli ultimi anni, gli americani di ogni credo religioso hanno dovuto affrontare una crescente persecuzione a causa delle loro convinzioni religiose”, afferma il Dipartimento di Giustizia nel comunicato con cui il 26 giugno ha dato notizia della relazione. Per questo il “mito del muro di separazione tra Stato e Chiesa” deve cadere. “Il concetto può trasmettere l’idea errata che Chiesa e Stato siano contrapposti ” afferma il documento mettendo in discussione la dottrina giuridica nata dal caso Everson vs Board of Education, in cui nel 1947 il giudice Hugo Black utilizzò la celebre metafora del “muro” coniata da Thomas Jefferson per sancire la neutralità laica dello Stato. Ora la Commissione attacca il principio che “non appare nel Primo Emendamento né altrove nella Costituzione “e accusa Black di essere stato un “ex membro del Ku Klux Klan“. Di qui il ribaltamento: basta con la separazione, occorre costruire un “ponte” in cui “Chiesa e Stato si rafforzano e si sostengono reciprocamente“.
Il primo campo in cui intervenire è quello dell’istruzione: “Molte scuole perpetuano erroneamente la menzogna che non ci sia posto per la fede nelle scuole pubbliche“. Ad esempio “lo studente delle elementari Shea Encinas è stato bullizzato per aver difeso la sua fede cristiana quando è stato costretto a leggere al suo compagno un libro che gli diceva che poteva scegliere il proprio genere”. Nel testo compaiono anche altri episodi analoghi, come punizioni per studenti che indossano simboli religiosi o pregano in contesti scolastici, tutti utilizzati per costruire la tesi di una discriminazione sistemica.
Ciò sarebbe accaduto perché “nel 1900 è emersa in Europa una nuova filosofia che ha gettato le basi intellettuali per le minacce alla libertà religiosa americana. Friedrich Nietzsche, Michel Foucault, Jean-Paul Sartre e altri hanno notoriamente abbracciato la convinzione che ‘Dio è morto‘, rifiutando Dio”. Nei decenni successivi, queste ideologie “cominciarono a rafforzare la loro presa sui campus universitari americani” e “portato a una visione sempre più ostile verso coloro che abbracciano i valori giudaico-cristiani. Oggi le università interferiscono comunemente con le opportunità degli studenti religiosi di godere di pari accesso alle risorse del campus. Con l’aumento dell’antisemitismo i gruppi ebraici non sono stati in grado di operare liberamente, subendo atti di vandalismo antisemita o minacce”.
Di qui la necessità di “collegare l’erogazione dei futuri finanziamenti federali alla rimozione delle violazioni” da parte degli istituti, fino alla sospensione dei fondi in caso di inadempienza. Lo stesso meccanismo usato nel 2025, quando Trump sospese o tagliò fondi per miliardi di dollari alle università accusate di non aver represso le proteste anti-Israele. In parallelo, va promosso un ampliamento della “school choice”, cioè dei voucher pubblici per accedere a scuole private o religiose. La Bibbia, inoltre, dovrebbe essere insegnata negli istituti pubblici per il suo valore storico o artistico: “Il Libro della Genesi può essere studiato come un capolavoro della letteratura” e “i Dieci Comandamenti possono essere studiati per la loro influenza sullo sviluppo del diritto“.
Il secondo asse riguarda le politiche sull’identità di genere. “In Michigan, i funzionari scolastici hanno segretamente operato la transizione della figlia undicenne di Jennifer Mead e hanno iniziato a trattarla come un maschio“. “L’opposizione progressista contemporanea alla libertà religiosa è simile alle persecuzioni coloniali — cerca la libertà per le proprie visioni ma la coercizione dei gruppi religiosi le cui credenze tradizionali confliggono con le tendenze attuali come il transgenderismo“.
Il settore della sanità è quello che “presenta alcune delle questioni di libertà religiosa più sensibili (…). Molti professionisti hanno descritto situazioni difficili in cui sono stati pressati o costretti a partecipare ad azioni che ritenevano moralmente sbagliate…”. Un esempio: “Durante l’Amministrazione Biden, a migliaia di militari sono state negate le esenzioni religiose per il vaccino COVID-19“. Il quadro include anche pratiche come aborto, sterilizzazione, eutanasia e trattamenti legati alla transizione di genere. Di qui la necessità di ampliare le tutele per obiezione di coscienza e rafforzamento dei cosiddetti Church Amendments: “Proteggere gli operatori sanitari religiosi da qualsiasi costrizione a partecipare a procedure che violino le loro convinzioni religiose“. Una tutela che dovrà essere estesa al settore militare, per il quale il rapporto propone il reintegro dei militari congedati per rifiuto dei vaccini interpretando tali esclusioni come violazioni della libertà di culto.
La Commissione propone di intervenire anche e sulla selezione dei magistrati. Sarà necessario “nominare e confermare giudici federali che abbiano il coraggio di decidere i casi di libertà religiosa nel merito”. E occorrerà anche abrogare l’Emendamento Johnson, norma approvata nel 1954 che vieta alle organizzazioni religiose esenti da imposte di partecipare o intervenire in “qualsiasi campagna politica a favore (o contro) di qualsiasi candidato a una carica pubblica”, con il risultato che “molte chiese tendono all’autocensura quando si tratta di temi religiosi cruciali riguardanti la dignità della vita, la santità del matrimonio, le differenze tra i sessi“. Tutti temi su cui la Casa Bianca sposa la visione dei conservatori più radicali. Il punto 6 delle “Raccomandazioni”, inoltre, prevede che il Dipartimento di Giustizia crei “una task force per la libertà religiosa per monitorare e dare priorità alle controversie a tutela della libertà religiosa”.
Le conclusioni sono la perfetta traduzione degli orientamenti religiosi dei membri della Commissione. A presiederla è Dan Patrick, vicegovernatore repubblicano del Texas. Cristiano evangelico, firmatario di leggi per rendere obbligatoria l’affissione dei Dieci Comandamenti in ogni classe delle scuole pubbliche e per introdurre il tempo dedicato alla preghiera e alla lettura della Bibbia nei programmi scolastici, ritiene che la separazione tra Stato e Chiesa sia un “mito progressista” e che l’America debba esplicitamente dichiararsi una nazione fondata sui valori biblici. Il suo vice è Ben Carson, Avventista del Settimo Giorno, neurochirurgo di fama mondiale e Segretario all’edilizia durante il primo mandato Trump, ritiene che le teorie scientifiche come l’evoluzionismo siano incompatibili con la creazione divina.