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Ferrari, la svolta non c’è stata: cosa non ha funzionato in Austria. Hamilton: “Difficile colmare il gap in una sola stagione”

La pista di Spielberg ha messo a nudo le difficoltà sui rettilinei: neanche il primo aggiornamento del motore è riuscito a limare la differenza di potenza. Il team principal Vasseur chiede tempo
Ferrari, la svolta non c’è stata: cosa non ha funzionato in Austria. Hamilton: “Difficile colmare il gap in una sola stagione”
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C’erano grande entusiasmo e attesa dopo la vittoria di Lewis Hamilton a Barcellona, ma nonostante i 35 gradi, l’Austria ha raffreddato l’entusiasmo rosso. Più che un passo indietro, però, è più giusto parlare di mancato passo in avanti. Perché era chiaro alla vigilia che la pista di Spielberg, fatta praticamente solo di lunghi rettilinei e curve veloci, fosse pro power unit Mercedes e Red Bull, quindi tutta di motore. La Ferrari ha speso il primo gettone per lo sviluppo endotermico concesso dall’Aduo ma ha sofferto gli avversari. Il team principal Frederic Vasseur aveva avvertito già il venerdì: “Abbiamo saputo della nostra possibilità di intervenire due settimane fa ed è un lavoro che richiede tempo. Non si cambia dall’oggi al domani”.

Durante la gara, i entrambi i piloti si sono lamentati di non avere potenza sufficiente per resistere agli attacchi avversari. A parte la bella lotta dal sapore di 2021 che hanno messo in pista Hamilton e Verstappen, Leclerc è stato quasi inerme di fronte agli attacchi di Antonelli e delle McLaren (motorizzate Mercedes). La criticità è stata nella fase di deployment (rilascio) dell’energia, quindi parte elettrica del motore. Nel retro podio i primi tre, specialmente Antonelli, ha sottolineato come fosse strano l’utilizzo della Rossa sui rettilinei. Perciò è giusto ricordare che con l’Aduo è possibile intervenire sulla parte endotermica del motore, non quella elettrica.

Insomma Ferrari non è riuscita a giocare d’attacco con i nuovi aggiornamenti e ha cercato di massimizzare il più possibile. Ha provato qualcosa di diverso differenziando la strategia con Lewis Hamilton e alla fine l’azzardo per il podio non ha pagato, cedendo un’ulteriore posizione a Oscar Piastri. Se dal Montmelò era uscita con un pieno di adrenalina, la Rossa che se ne va da Spielberg si porta dietro più di qualche dubbio. Anche perché le prossime due piste sono di motore (Silverstone e Spa), certo, con layout comunque diversi. Quindi, molto probabilmente, la verità sta nel mezzo perché Ferrari non è quella dominante di Barcellona né quella debole dell’Austria, dove ha ottenuto il peggior weekend dell’anno. Dopo la gara i protagonisti in coro hanno chiesto tempo. Vasseur ha sottolineato come l’Aduo non sia una bacchetta magica, Charles Leclerc ha ammesso come non ci sia stato nulla da fare nelle lotte (il monegasco più in generale non aveva passo) e Hamilton ha chiuso il discorso: “Il gap è molto grande, difficile poterlo colmare in una sola stagione”.

Battuta a vuoto pesante, insomma, per la Ferrari. Ora ci sarà da massimizzare in Gran Bretagna e Belgio per poi poter tornare all’attacco in Ungheria, dove la conformazione del circuito aiuterà le caratteristiche della rossa e evidenzierà meno il gap di potenza con le prime della classe. Ma qualcosa da salvare in Austria c’è. Dopo il venerdì complicato, il sabato, complice anche l’incidente di Verstappen, la Ferrari ha ottenuto una seconda e terza posizione in griglia, invertendo quel trend che la vedeva partire molto forte il venerdì e poi essere deficitaria in qualifica, soprattutto nel Q3. Qualche giorno d’attesa e poi sarà di nuovo pista, per cercare nuove risposte a Silverstone. A casa di Sir Lewis Hamilton, dove ha vinto nove volte: mai nessuno ha trionfato così tanto in un singolo circuito.

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