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L’opposizione pensava davvero di avere la strada spianata dopo il referendum? Quanta pochezza politica

Fuori le ambiguità, è tempo di posizioni nette, si parta dal no al riarmo per l'Europa e da dure sanzioni a Israele
L’opposizione pensava davvero di avere la strada spianata dopo il referendum? Quanta pochezza politica
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di Giovanni Carta

Ma davvero i dirigenti dei partiti dell’opposizione pensavano di avere la strada spianata dopo l’esito del referendum? Già questa illusione è sintomatica della loro pochezza politica.

Fingiamo di essere dentro la testa di una persona, possibilmente under 30, senza un partito di riferimento, che è scesa in piazza per Gaza e ha votato No per difendere la Costituzione. Come si può pensare che muoia dalla voglia di votare per una coalizione composta da quelli (Sinistra per Israele & C.) silenti o balbettanti sui crimini quotidiani di Israele, dalla Cisgiordania al Libano, insieme a quelli che deridono la Flotilla perché “la diplomazia non si fa in barca a vela” (Renzi) e che hanno ringraziato Trump per l’attacco in Venezuela e per quello in Iran (Renzi).

Per non parlare dei favorevoli alle armi infinite all’Ucraina e a doparla di miliardi per una guerra ad oltranza visto che “stanno combattendo per tutti gli europei” (riformisti Pd e Iv) o di quelli che hanno votato convintamente Sì al referendum (Sinistra per il Sì) o che ancora non si sa come abbiano votato (Renzi).

Purtroppo, una buona dose di responsabilità sull’illusione della presunta rimonta del campo largo è di gran parte dell’informazione che continua ad andare col cappello e microfono in mano per raccontare le misere gesta di questa inconsistente area centrista, gonfiandola in maniera inversamente proporzionale al peso reale che ha nella società.

Fuori le ambiguità, è tempo di posizioni nette, si parta dal no alle armi per l’Ucraina, no al riarmo per l’Europa, si torni a parlare di dialogo e diplomazia ad oltranza e quindi di pace, di dure sanzioni a Israele e interruzione di ogni rapporto commerciale; si parli della Costituzione come di un patrimonio da difendere dagli assalti quotidiani, di giustizia e di legalità come del potere di chi non ha potere. Solo in questo modo si perderà il 2-3% di riformisti e Italia Viva, ma gran parte del popolo del No avrà un’alternativa credibile da votare.

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