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In 500 in piazza a Vicenza (con 37 gradi) contro il convegno con Vannacci: “È una citta antifascista, sfregio farlo parlare qui”

Sui muri del teatro comunale sono comparse le scritte “Rispetta l’ambiente. Ammazza il fascio” e “Cruciani fascio”. I rappresentanti del movimento antifa (Rete studenti medi, Partito comunista dei lavoratori e altri collettivi locali): "La remigrazione è la nuova deportazione"
In 500 in piazza a Vicenza (con 37 gradi) contro il convegno con Vannacci: “È una citta antifascista, sfregio farlo parlare qui”
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Ancora Vannacci. Nel pomeriggio di domenica circa 500 persone (secondo la Digos) hanno sfilato a Vicenza per protestare contro la presenza del generale in città: Roberto Vannacci è passato al teatro Comunale per parlare di sicurezza e remigrazione con il giornalista Giuseppe Cruciani. L’evento è stato organizzato dall’ex parlamentare Alberto Filippi in sostegno al gioielliere Mario Roggero, condannato in appello per aver ucciso due rapinatori. Contestualmente, varie sigle antifasciste e di sinistra si sono mobilitate al grido di “fuori i fascisti da Vicenza” e “nessuna deportazione”. Una giornata calda, in tutti i sensi.

I primi segnali dello scontro (a distanza) si erano avvertiti già al mattino quando, sui muri del teatro Comunale, erano comparse le scritte “Rispetta l’ambiente. Ammazza il fascio” e “Cruciani fascio”. Il conduttore radiofonico aveva risposto sui social. “Io vi adoro, perché siete vecchi: siate più creativi”.

Nel pomeriggio i collettivi antifa sono partiti per il corteo lungo il centro della città. Dopo aver letto gli insulti ricevuti negli ultimi giorni, gli attivisti del centro sociale Bocciodromo hanno attaccato l’europarlamentare di Futuro Nazionale. “Non è la prima volta che lo contestiamo – le parole di Marta Lovato – pensavamo di aver raggiunto il culmine con il governo Meloni, ma al male non c’è mai fine. Vicenza è una città antifascista, medaglia d’oro per la Resistenza, che si mobilita per portare i diritti a un livello più alto. Far parlare Vannacci a Vicenza è uno sfregio”.

Nonostante i 37 gradi, i 500 manifestanti hanno sfilato con bandiere, striscioni e tanta voce per dire “Fuori Vannacci da Vicenza” e “Vannacci devi andartene, non ti vogliamo”. Non sono mancati i riferimenti a Cruciani. “Un giullare reazionario travestito da giornalista”.

Il corteo è arrivato fino a Porta Nova, a pochi metri dal teatro che ospitava il convegno degli esponenti di destra. A quel punto, gli agenti del reparto mobile della Polizia di Stato di Padova hanno creato un cordone, vietando l’incontro tra le due fazioni. Non ci sono stati scontri, né gravi provocazioni. I rappresentanti del movimento antifa (Rete studenti medi, Partito comunista dei lavoratori e altri collettivi locali) hanno ribadito che “Vicenza non si piegherà mai a queste politiche neofasciste. La remigrazione è la nuova deportazione, non ci stiamo. Le persone devono essere libere, a prescindere dall’origine e dal colore della pelle”. Il messaggio è chiaro.

Interviene anche Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza del Partito Democratico. “Dal punto di vista politico, Vannacci è quanto di più distante dalla nostra amministrazione – ha detto a ilfattoquotidiano.it – penso alle sue posizioni xenofobe e sulla disabilità”. Tuttavia, “va battuto con i contenuti, non con le scritte sui muri: è giustissima l’indignazione democratica, perché dice cose distanti da quelle espresse nella nostra Costituzione, ma l’unico modo per contestarlo è con le idee”. E l’idea è che le polemiche possano continuare nei prossimi giorni.

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