“Il mondo è sempre stato cambiato da avanguardie coraggiose. Copernico, Galileo, Giordano Bruno, che è stato pure bruciato: hanno cambiato il mondo. Rosa Parks non si è alzata dalla sedia“. È uno degli arditi passaggi con cui l’europarlamentare Pina Picierno spiega il suo addio al Pd, accostando le minoranze riformiste di oggi, definite “vere avanguardie”, ai grandi innovatori della storia. Il tutto avviene sul palco del Teatro Parenti di Milano, al convegno “C’è ancora domani. Quattro strade possibili contro populismo e estremismo”, organizzato dal Circolo Giacomo Matteotti e da Linkiesta, occasione che consente a Picierno di mettere il punto finale alla lunga separazione dai dem e di annunciare la creazione di Spazio Pubblico, il nuovo cantiere politico che prova a riunire i riformisti rimasti senza casa. Una casa che, a sentire lei, il Pd non è più da tempo.
Le “avanguardie coraggiose”, sostiene Picierno, sono oggi i riformisti, quelli rimasti nel Pd, quelli che lo hanno lasciato e quelli approdati in Azione. E l’ambizione è chiara: se per cambiare la storia serve il coraggio di andare controcorrente, allora è arrivato il momento di costruire qualcosa di nuovo.
L’atmosfera è quella di una rimpatriata tra ex compagni di viaggio: sul palco siedono quelle che Picierno chiama più volte le sue “amiche e sorelle”, come Marianna Madia, passata dai dem a Italia Viva, Elisabetta Gualmini, ex Pd convertitasi ad Azione, Simona Malpezzi, rimasta nel Pd, e Lia Quartapelle, anche lei deputata dem. In platea seguono l’incontro anche Emanuele Fiano e Giorgio Gori.
La vicepresidente del Parlamento europeo esordisce subito con bordate al campo largo e al suo vecchio partito: “Io ho chiesto il congresso, un’assemblea programmatica, insomma un luogo dove capire che cavolo stava succedendo al Pd”. La sua accusa è che il partito abbia progressivamente rinunciato alla propria identità, “appaltando e subendo un’egemonia culturale dei Cinque Stelle sulla politica estera e sulla politica europea e di Fratoianni e Bonelli sulla politica fiscale e sulle politiche del lavoro”.
La critica si accompagna a qualche battuta: “Vabbè che nel 2026 va fortissimo il vintage, però ho visto con un po’ di spavento che Fratoianni ha addirittura richiamato la scala mobile“. Poi si gira verso Simona Malpezzi e aggiunge: “Simona mia, tanta solidarietà a voi perché la vedo malissimo”.
Successivamente cita il leader di Italia Viva: “Noi ci siamo ritrovati sulle stesse posizioni sul referendum della Cgil sul lavoro. Ho visto con l’iniziativa della Fiom dove non era invitato Renzi e nel momento in cui è stato evocato, sono partiti i buuuuh, i fischi, gli insulti. Sapete qual è la mia posizione per esempio sul Jobs Act“.
Per Picierno, le ragioni dell’uscita dal Pd coincidono con quelle che rendono impossibile la convivenza nel campo largo, definito “il luogo meno ospitale e meno rappresentativo possibile per i riformisti italiani”. E aggiunge: “Il Pd ha la stessa posizione di quelli che un tempo erano le sinistre estreme. Il campo largo, amici miei, non c’entra niente col centrosinistra, questa cosa oggi ce la dobbiamo dire. E i riformisti sono quelli che si trovano nel Pd, quelli che si trovano fuori dal Pd, quelli che si trovano in Azione: un’avanguardia”.
Inevitabili gli strali contro Conte, per il quale usa espressioni in voga da anni tra i renziani: “Questa mia iniziativa che si chiama Spazio Pubblico prova ad aprire uno spazio che sia fuori dai miti illiberali e dal sovranismo della destra, ma fuori anche dal populismo con la pochette di Giuseppe Conte. E noi non è che ci possiamo fermare a dire a ‘sinistra bella bella, destra cacca pùpù’. Perché io trovo che le condotte filoputiniane di Conte non siano meno gravi dell’atteggiamento di La Russa, le ricette vintage sulla scala mobile di Fratoianni non sono meno preoccupanti di alcune ricette o dell’immobilismo in cui questa destra sovranista ha inchiodato il nostro Paese”.
Poi rivendica con pathos crescente un progetto per l’unità dei riformisti: “Se noi non fermiamo questa folle corsa al rialzo populista, della democrazia liberale non troveremo più nemmeno i cocci. La nostra missione di riformisti deve essere quella di fermare questa regressione politica e culturale”.
E aggiunge: “Non possiamo pensare che ci basti essere arredamento politico del campo largo, porca miseria. Dobbiamo avere il coraggio di dire che noi non ci possiamo limitare a essere arredamento di un campo che, care amiche mie, non ci vuole perché non pensa quello che pensiamo noi“.
ll bersaglio di Picierno, però, resta soprattutto il Pd. L’europarlamentare sostiene di avere subito “l’isolamento” del proprio partito per avere denunciato le interferenze russe in Italia: ” Come ci vogliono nel Pd? Ci vogliono fuori dalle foto. Non dobbiamo dar troppo fastidio. Guardate io l’ho vissuto. Voi lo conoscete tutti l’isolamento che io ho subito nel mio partito per aver combattuto le interferenze di Putin in Italia nel silenzio del mio partito. A parte l’amicizia e la vicinanza delle mie amiche, io sono stata lasciata sola dal mio partito”.
E conclude: “Non mi potete dire che quel partito oggi difende l’Ucraina. Non ha difeso manco me che sono finita sotto scorta per questo. Non ci possiamo raccontare bugie”.