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Ecco cosa fare per sopravvivere alle ondate di calore: i consigli per corpo, casa (o ufficio) e uscite a 38 gradi

Tra i vademecum consultabili, anche quello del ministero della Salute. Le regole per difendersi del caldo: da cosa bere e mangiare all'utilizzo dei condizionatori
Ecco cosa fare per sopravvivere alle ondate di calore: i consigli per corpo, casa (o ufficio) e uscite a 38 gradi
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Cosa fare e cosa evitare, quando uscire, cosa mangiare e cosa indossare. Con l’Italia e l’Europa nella morsa nel caldo e il numero delle vittime che continua ad aumentare, sono oltre duecento le persone che hanno perso la vita in Spagna solo dallo scorso 21 giugno, molti enti e organizzazioni, internazionali, nazionali e locali, pubblicano consigli utili per sopravvivere alle isole di calore. L’Organizzazione mondiale della sanità lo ha fatto con la campagna #KeepCool. Il ministero della Salute e Inail hanno lanciato la campagna estiva “Proteggiamoci dal caldo”, con un decalogo di 10 consigli utili e l’attivazione del numero di pubblica utilità 1500 per assistenza e consulenza. Anche Flai Cgil ha diffuso un vademecum contrattuale specifico dedicato alla tutela dei lavoratori esposti a picchi di calore in settori ad alto rischio, come l’agricoltura. La Regione Lombardia, invece, ha definito il Piano operativo regionale (in collaborazione con le Ats) e un’ordinanza per tutelare i lavoratori all’aperto nei settori agricolo, florovivaistico ed edile. Ricordando che le ondate di calore non colpiscono la popolazione in maniera omogenea: particolarmente a rischio sono gli anziani, i malati cronici e, in particolare, i malati di malattie croniche polmonari e cardiovascolari, diabete, malattie neurologiche come il morbo di Parkinson e le demenze, le persone non autosufficienti e chi assume abitualmente farmaci, oltre che neonati e i bambini piccoli. Ecco, allora, i consigli su come difendersi dalle ondate di calore su tre fronti: la cura personale, la gestione del caldo nelle proprie case e la ‘sopravvivenza’ quando si esce.

Come difendere il proprio corpo

Gli esperti suggeriscono di bere acqua regolarmente, almeno 1,5-2 litri al giorno, anche se non si ha la percezione della sete e integrando sali minerali, se si suda molto. Evitare bevande ghiacciate, troppi caffè, alcolici e bevande eccessivamente zuccherate che favoriscono la disidratazione. Quello di seguire un’alimentazione corretta è uno dei dieci consigli pubblicati dal ministero della Salute: “Preferire cibi leggeri, ricchi di acqua (frutta e verdura), ed evitare pasti troppo pesanti”. Si suggerisce anche di mantenere la catena del freddo per evitare intossicazioni. Se c’è necessità, può essere di aiuto agire sui cosiddetti ‘punti di raffreddamento corporei’. “Fai docce o bagni con acqua tiepida e rinfrescati bagnando periodicamente polsi e viso” spiega la Protezione civile. Un altro aspetto importante è l’abbigliamento: “È preferibile indossare vestiti larghi, chiari e realizzati in fibre naturali e traspiranti come cotone o lino”.

Una casa (e un ufficio) a prova di caldo

Giacché gli esperti suggeriscono – quando è possibile – di evitare di uscire o praticare attività fisica intensa nelle ore centrali della giornata, indicativamente dalle 11 alle 18, è ancora più importante ridurre lo stress da caldo all’interno della propria casa o del proprio luogo di lavoro. “La misura più semplice è la schermatura delle finestre esposte a sud e a sud-ovest con tende oscuranti regolabili (persiane, veneziane) che blocchino il passaggio della luce, ma non quello dell’aria” spiega il ministero della Salute. Si può aprire di sera o di notte e all’alba, per far entrare l’aria più fresca. Efficace è l’impiego dell’aria condizionata, che tuttavia va usata con attenzione evitando di regolare la temperatura a livelli troppo bassi rispetto alla temperatura esterna. “Usiamo correttamente l’aria condizionata (massimo 5°C in meno rispetto all’esterno, per evitare shock termici, ndr) e curiamo la pulizia periodica dei filtri” spiega il ministero. In alcuni vademecum si arriva a un massimo di 6°C-7°C di differenze con l’esterno. Una temperatura tra 25-27°C con un basso tasso di umidità, comunque, è ritenuta sufficiente “a garantire il benessere e non espone a bruschi sbalzi termici rispetto all’esterno”. Da impiegare con cautela i ventilatori meccanici, “che accelerano il movimento dell’aria, ma non abbassano la temperatura ambientale; per questo il corpo continua a sudare”. Non solo: quando la temperatura interna supera i 32°C, l’uso del ventilatore è sconsigliato perché non è efficace per combattere gli effetti del caldo. Non vanno mai indirizzati direttamente sul corpo, in particolare nel caso di persone anziane allettate o con limitata autonomia. Sarebbe opportuno anche ridurre l’uso di elettrodomestici, in particolare del forno. In fase di lavori, è possibile valutare l’installazione di tetti bianchi riflettenti o l’utilizzo di piante su balconi e terrazzi per mitigare il microclima circostante.

Cosa fare e non fare quando si esce

Nelle ore più calde, asfalto e cemento rilasciano il calore accumulato. Ed è questa una delle ragioni per cui si suggerisce di spostare le commissioni e l’attività fisica al mattino presto o alla sera dopo il tramonto. Durante le ondate di calore, il ministero della Salute sconsiglia di uscire dalle 11 alle 18. Quando si esce, comunque, è sempre suggerito di proteggere la testa dal sole con cappelli leggeri, utilizzare occhiali con filtri UV e creme solari anche in città. Assicurarsi di portare con sé o andare in luoghi dove poter reperire facilmente dell’acqua. Regola d’oro: cercare l’ombra sui marciapiedi come nelle aree verdi. Parchi e giardini che forniscono ombra, abbassando la temperatura percepita grazie all’evapotraspirazione, sono luoghi di gran lunga preferibili rispetto alle aree asfaltate. Da evitare parcheggi scoperti o zone molto trafficate. Alcune città mettono a disposizione dei rifugi climatici, all’aperto e al chiuso, dove poter trovare riparo. Sarebbe opportuno informarsi su quelli che si trovano nelle vicinanze della propria casa o della meta che si vuole raggiungere.

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