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Bari, denunce e carte bollate tra un deputato di Fi e uno della Lega: nel mirino la concessione balneare per il lido dei vip

Contratti non rispettati e serrature cambiate di nascosto a il Trampolino, che nei giorni scorsi è stato sequestrato dalla guardia di finanza. In campo ci sono due parlamentari di centrodestra: Davide Bellomo (Fi), nella veste di avvocato di famiglia, e Salvatore Di Mattina (Carroccio), socio di una srl con altri due imprenditori salentini
Bari, denunce e carte bollate tra un deputato di Fi e uno della Lega: nel mirino la concessione balneare per il lido dei vip
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Una concessione balneare fa litigare Forza Italia e Lega: non uno scontro politico e ideale, ma una concretissima lite su contratti non rispettati e serrature cambiate di nascosto nel “lido dei vip” di Bari, il Trampolino, che nei giorni scorsi è stato sequestrato dalla guardia di finanza. In campo ci sono due parlamentari di centrodestra: da un lato il deputato di Forza Italia Davide Bellomo, nella veste di avvocato di famiglia, e dall’altro il deputato della Lega Salvatore Di Mattina, socio di una srl con altri due imprenditori salentini.

Una lite giudiziaria furibonda che è culminata nelle scorse ore con il sequestro dell’oggetto della contesa, ovvero il ristorante del lido balneare. È stato direttamente il capo della procura di Bari Roberto Rossi a firmare il provvedimento d’urgenza, dal quale risultano indagati per violenza privata, furto aggravato, appropriazione indebita e truffa i legali rappresentanti di due delle aziende coinvolte, cioè Enrico Vigiani e Angelo Ria. Lo schema è semplice: il Trampolino srl è la storica società che è titolare della concessione demaniale nonché detentore della porzione costruita su suolo privato (tra cui una piscina e un parcheggio) e quindi di fatto è proprietaria del lido amatissimo dalla borghesia del capoluogo pugliese. È amministrata da Vigiani e fino a febbraio scorso la srl era di proprietà della famiglia Lorusso, imprenditori del caffè tra cui spicca Simonetta Lorusso, già assessore comunale di centrosinistra nella seconda giunta di Michele Emiliano e attuale presidente della Fiera del Levante.

Dal 2018 la Trampolino srl ha affidato la gestione del lido (tra cui il lucrosissimo ristorante) alla Vistamare srl con sede a Lecce: amministratore unico è Angelo Ria, imprenditore turistico gallipolino, che è anche uno dei tre soci insieme a due nomi noti della politica salentina; si tratta di Giuseppe Mancarella, titolare dell’omonimo lido leccese e presidente nazionale della sezione balneari di Federterziario, e il deputato della Lega Salvatore Di Mattina, ras delle concessioni demaniali con tre lidi sullo Jonio tra Gallipoli e Ugento. È un bell’affare, visto che i bilanci della società negli ultimi anni sono costantemente in utile con un fatturato che oscilla tra 800mila e 900mila euro. Dal 2021 la Vistamare di Di Mattina, Mancarella e Ria subaffitta la gestione del ristorante del Trampolino a una nuova società: si chiama Beldeg e appartiene alla famiglia Bellomo, cioè al padre Giuseppe e al fratello Michele del deputato di Forza Italia Davide Bellomo. La Beldeg fa investimenti importanti: rinnova tutta la cucina, compra un nuovo bancone, affitta frigoriferi e elettrodomestici.

Si arriva a gennaio del 2026 quando Vistamare di Di Mattina&co comunica a Beldeg di Bellomo&co che il contratto è da considerarsi concluso in quanto l’azienda titolare della concessione demaniale, cioè la Trampolino srl, ha altri programmi. I Bellomo contestano immediatamente la decisione, osservando che il contratto sarebbe scaduto nel dicembre 2026 e la rescissione andava comunicata con sei mesi di anticipo. Per tutta risposta le serrature d’accesso al ristorante sarebbero state cambiate. “Ne è derivata, pertanto, una situazione nella quale la società Beldeg è stata non solo illegittimamente estromessa dall’utilizzo dei locali” si legge nella denuncia stilata dall’onorevole azzurro Bellomo, “ma anche privata della disponibilità dei beni di sua proprietà e dei frutti economici degli investimenti realizzati, con evidente e rilevante danno patrimoniale”. A sua volta la Vistamare (di cui è socio l’onorevole leghista Di Mattina) assistita dall’avvocato Enrico Chirivì, risponde di essere stata costretta a riconsegnare i locali ai legittimi proprietari, cioè Il Trampolino srl, e di essersi comunque adoperata per restituire ai Bellomo fornelli e frigoriferi: non ha restituito il bancone e la cappa di aspirazione per le loro dimensioni ma afferma di essersi dichiarata disponibile a trattare un indennizzo.

Fin qui tra dispetti e denunce sembrerebbe una classica storia da divorzio all’italiana se non vi fossero coinvolti due membri della Camera dei deputati e una Procura della repubblica che, sollecitata dalla denuncia di Bellomo, ha ravvisato “oltre ai delitti di natura patrimoniale, anche il reato di illecita concorrenza con minaccia o violenza ex art. 513-bis c.p., intesa la “violenza” in senso ampio, comprensivo di qualsiasi condotta materialmente impeditiva dell’altrui libertà di iniziativa economica” per cui la Guardia di finanza nelle scorse ore ha provveduto a sequestrare tutte le attrezzature rimaste dentro al ristorante per un importo stimato di 125mila euro. Secondo la procura del danno subito dalla Beldeg sono corresponsabili sia la Vistamare che Il Trampolino, tanto che risultano indagati gli amministratori di entrambe le società: per Vistamare srl Angelo Ria, difeso da Enrico Chirivì (che bolla la denuncia come “strumentale” facendo notare che tutta la questione era già arrivata davanti al giudice civile per una definizione concordata); per Il Trampolino srl invece è indagato l’amministratore Enrico Vigiani, difeso da Michele Laforgia. In una nota quest’ultima società alza le mani e rimanda la palla alle società dei due parlamentari: “Il sequestro trae origine da un contenzioso inerente a rapporti contrattuali ai quali Il Trampolino era, ed è, del tutto estraneo” scrive in una nota nella quale assicura “di poter dimostrare in ogni sede la nostra assoluta correttezza e l’assenza di qualsiasi responsabilità della nostra società e dei suoi rappresentanti nella vicenda oggetto di indagine”. Nel frattempo va detto che la proprietà del Trampolino è passata di mano: dal febbraio 2026 la famiglia Lorusso ha venduto le sue quote, che sono state rilevate da una curiosa accoppiata: al 50% Mariellina Lenoci, importante notaia del capoluogo pugliese, e al 50% Danuta Weber, 42enne polacca che risulta residente a Gruszcyn, villaggio vicino Poznan.

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