Allarme caldo estremo, in F1 scatta il protocollo di sicurezza per il Gp d’Austria: come funziona il “Driver Cooling System”
L’ondata di caldo estremo che sta investendo l’Europa arriva anche in Formula 1. Per il Gran Premio d’Austria, in programma questo fine settimana al Red Bull Ring, la Federazione internazionale dell’automobile (FIA) ha attivato il protocollo Heat Hazard, previsto per le gare disputate in condizioni di caldo estremo. La decisione è stata presa dopo le previsioni che indicano un indice di calore superiore ai 31 gradi, soglia fissata dal regolamento: per la prima volta le norme introdotte lo scorso anno verranno applicate in una gara del calendario europeo. I team dovranno così predisporre sulle monoposto il sistema di raffreddamento per i piloti, basato su un giubbotto attraversato da liquido refrigerante.
Negli ultimi giorni il caldo eccezionale ha imposto misure straordinarie in diversi ambiti, compreso lo sport. E se a Londra Jannik Sinner ha deciso di ricorrere a un gilet refrigerante per abbassare rapidamente la temperatura corporea tra un set e l’altro, la Formula 1 introduce lo stesso principio direttamente nell’abitacolo, dove le temperature possono diventare molto più elevate rispetto a quelle esterne.
Come funziona il sistema di raffreddamento
Il dispositivo, chiamato Driver Cooling System, è costituito da un gilet attraversato da una rete di tubicini nei quali scorre un liquido refrigerante, collegati a un sistema di pompaggio installato sulla monoposto. L’obiettivo è limitare l’aumento della temperatura corporea durante la gara, quando lo sforzo fisico è massimo e il calore all’interno dell’abitacolo raggiunge livelli particolarmente elevati. L’utilizzo del giubbotto non è obbligatorio: ogni pilota potrà decidere se indossarlo oppure no. In ogni caso, però, le squadre dovranno predisporre l’intero impianto previsto dal regolamento. Chi sceglierà di rinunciare al sistema non potrà ottenere vantaggi in termini di peso, perché nell’abitacolo dovrà essere aggiunta una zavorra da mezzo chilo per compensare la differenza.
Perché è stato introdotto il protocollo
La procedura Heat Hazard nasce dopo quanto accaduto nel Gran Premio del Qatar del 2023, una delle gare più estreme degli ultimi anni dal punto di vista fisico. In quell’occasione numerosi piloti accusarono gravi problemi dovuti al caldo, tra disidratazione, malori e persino episodi di vomito, portando la FIA a introdurre regole specifiche per tutelarne la sicurezza.
Oltre all’obbligo di predisporre il sistema di raffreddamento, quando viene dichiarato l’Heat Hazard cambia anche il regolamento tecnico. La massa minima delle monoposto aumenta infatti di 4 chilogrammi e, durante il regime di parco chiuso, sarà consentito aggiungere o sostituire il liquido refrigerante del sistema senza violare le restrizioni previste.
Sebbene Spielberg non presenti l’umidità tipica di circuiti come Singapore o dello stesso Qatar, le temperature previste oltre i 30 gradi potrebbero trasformare il caldo in un fattore determinante, non solo per la resistenza fisica dei piloti. C’è allerta anche sul fronte affidabilità: quindi tutto c’è che riguarda la gestione di motore, freni e pneumatici.