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Gli Uffizi sospendono la vendita dei biglietti per il caldo estremo: impianto di condizionamento non regge. Chiusura anticipata per Louvre e Tour Eiffel

Code davanti alla celebre galleria fiorentina. Con le temperature record, musei, biblioteche e centri civici diventano sempre più spesso rifugi climatici per cittadini e turisti. E intanto crescono anche i blackout che mettono sotto pressione città e località turistiche.
Gli Uffizi sospendono la vendita dei biglietti per il caldo estremo: impianto di condizionamento non regge. Chiusura anticipata per Louvre e Tour Eiffel
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Lunghe file sotto il sole davanti agli Uffizi di Firenze. Non per una mostra evento o per un’affluenza straordinaria di visitatori, ma per il caldo. Le temperature eccezionali che stanno investendo gran parte dell’Europa hanno infatti messo in difficoltà l’impianto di condizionamento della celebre galleria fiorentina, costringendo la direzione a contingentare gli ingressi e a sospendere la vendita dei biglietti per l’intera giornata. Mentre i tecnici lavorano per ripristinare il sistema, l’episodio assume un valore simbolico: il cambiamento climatico non sta modificando soltanto le nostre abitudini quotidiane, ma anche il funzionamento dei luoghi della cultura.

Il caso degli Uffizi non è isolato. Poche ore prima, in Francia, l’ondata di caldo aveva già costretto due tra i monumenti più visitati d’Europa a rivedere i propri orari. La Torre Eiffel ieri ha è stata chiusa alle 16, anziché dopo la mezzanotte, mentre il Louvre ha deciso di abbassare le serrande due ore prima del previsto per diversi giorni consecutivi. Il motivo è semplice e allo stesso tempo inquietante: edifici storici progettati in epoche climaticamente diverse faticano oggi a reggere l’impatto di temperature sempre più elevate e persistenti.

Nella nota diffusa dal museo parigino si legge che il Louvre, pur beneficiando di alcune caratteristiche architettoniche che lo rendono naturalmente resistente, resta una struttura fragile di fronte all’accelerazione del cambiamento climatico. A fine giornata, spiegano i responsabili, il calore accumulato dalle mura e amplificato dalla presenza di migliaia di visitatori rende più difficile garantire condizioni adeguate sia per il pubblico sia per la conservazione delle opere.

La questione apre una riflessione più ampia sul ruolo che musei, biblioteche e altri edifici pubblici stanno assumendo nelle città europee. Sempre più amministrazioni locali stanno infatti individuando questi spazi come veri e propri “rifugi climatici”: luoghi accessibili, climatizzati e sicuri dove trovare sollievo durante le ondate di calore. Dai centri di quartiere alle biblioteche comunali, fino ai grandi musei nazionali, si sta formando una rete urbana destinata a proteggere soprattutto le persone più fragili, gli anziani, i bambini e chi vive in abitazioni prive di adeguati sistemi di raffrescamento.

Ma l’emergenza caldo non riguarda soltanto la salute pubblica o il patrimonio culturale. A essere messa sotto pressione è anche la rete energetica. L’aumento massiccio dell’utilizzo dei condizionatori e dei sistemi di raffrescamento sta facendo crescere i consumi elettrici proprio nelle ore più critiche. In Italia le prime avvisaglie sono già evidenti. A Jesolo, una delle principali località turistiche del Paese, si sono registrate interruzioni dell’energia elettrica che gli operatori turistici collegano anche ai picchi di domanda provocati dal caldo eccezionale. Situazioni analoghe si stanno verificando a Teramo, dove amministratori locali denunciano blackout ripetuti nei quartieri cittadini e chiedono interventi urgenti sulla rete. A Napoli, infine, un incendio nei sottoservizi, aggravato dall’ondata di calore, ha lasciato senza elettricità migliaia di utenze nel centro storico, costringendo all’installazione di gruppi elettrogeni per garantire la continuità delle attività commerciali.

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