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Il Consiglio superiore di sanità conferma: il vaccino quadrivalente per i bambini deve restare obbligatorio

Lo scorso dicembre il ministero della Salute aveva posto il quesito al Consiglio, che ha confermato la necessità di vaccinazione pediatrica contro morbillo, parotite, rosolia e varicella
Il Consiglio superiore di sanità conferma: il vaccino quadrivalente per i bambini deve restare obbligatorio
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“La vaccinazione pediatrica contro morbillo, parotite, rosolia e varicella, cioè fatta con il quadrivalente mprv, deve restare obbligatoria“. Lo ha comunicato il Consiglio superiore di sanità (Css), al quale il ministero della Salute aveva posto un quesito a dicembre 2025. “A 9 anni dall’approvazione della legge Lorenzin, che ha imposto la copertura dei bambini anche con l’esavalente – polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B, haemophilus influenzae -, si conferma la necessità della misura”, spiega il Css. Ora gli uffici del ministro Orazio Schillaci dovranno dare l’approvazione formale, con una commissione apposita.

Nonostante la legge del 2017, voluta dall’allora ministra Beatrice Lorenzin, prevedesse una verifica dell’obbligo del quadrivalente ogni tre anni per decidere se mantenerlo. Ma in questi anni il controllo non c’è mai stato. Schillaci, spiega La Repubblica, è il primo a farlo. Complice anche il fatto di appartenere a un governo di centrodestra che al suo interno ha forze politiche che in passato hanno alzato le barricate contro l’obbligo, basti pensare al post pubblicato su X da Matteo Salvini il 10 gennaio 2018: “Cancelleremo norme Lorenzin. Vaccini sì, obbligo no”. A questo si aggiungono le proposte, più d’una negli anni, del leghista Claudio Borghi di abolire l’obbligo. E anche l’anno scorso, in occasione delle nomine della commissione sui vaccini (Nitag), era emersa quest’anima scettica della maggioranza: gli incarichi, prima annunciati e poi revocati dal ministero della Salute, erano diventati il seme della discordia in seno alla destra. Da una parte Lega e Fratelli d’Italia, unite contro Schillaci, “colpevole” di non aver tenuto conto del loro parere, di aver agito senza essersi confrontato con Giorgia Meloni e di non aver difeso i due “scienziati indipendenti”, il pediatra Eugenio Serravalle e l’ematologo Paolo Bellavite, che in passato hanno sostenuto posizioni critiche nei confronti dei vaccini.

Ed è proprio al Nitag che il ministero avrebbe dovuto chiedere il parere sull’obbligatorietà del quadrivalente. Ma la commissione, annullata lo scorso agosto, non è stata mai rinominata. Di conseguenza, il quesito al Consiglio superiore, che ha espresso parere “favorevole alla non cessazione dell’obbligatorietà” del quadrivalente “sulla base di dati epidemiologici, coperture vaccinali raggiunte e evidenze scientifiche”. Dal 2016, le coperture sono in aumento: a due anni era vaccinato contro morbillo parotite e rosolia l’87,2% dei bambini, mentre nel 2024 si è saliti al 94,7%.

Concorda con la posizione del Consiglio Roberto Burioni, ordinario di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano: “Ora ci sono azioni di disinformazione quotidiane sia in Italia che all’estero ed è importante dare un segnale chiaro. Non si tratta di una cosa di destra o di sinistra”, precisa. “Lo Stato ci sta dicendo che i vaccini non solo sono sicuri, ma anche fondamentali per la nostra salute, soprattutto dei più fragili”. Mentre l’Italia tiene l’obbligo, negli Usa si mette in dubbio l’efficacia dei vaccini e il presidente Donald Trump firma un ordine esecutivo che cambia le raccomandazioni federali sulle immunizzazioni pediatriche. Per Burioni, proprio per questo “la decisione del Consiglio superiore di sanità è ancora più importante”, perché “arriva mentre il Paese punto riferimento per la scienza è impazzito e ha preso posizioni no vax. Negli Usa stanno tornando varie malattie e non è niente rispetto a ciò che accadrà in futuro”, prospetta il medico. “Quando piove e non apri l’ombrello ti bagni”, chiosa Burioni. “È un fatto, non un’opinione”.

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