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Caldo e clima, la città più vivibile è Ancona. Ai vertici anche Bari e Brindisi: perché la costa adriatica si difende meglio dall’afa

I risultati dell'Indice di vivibilità di Corriere della Sera e iLMeteo.it. Catania la più afosa, a Roma e Firenze notti tropicali, solo 5 città sfuggono alla canicola estrema. E a Milano "sparisce" il freddo
Caldo e clima, la città più vivibile è Ancona. Ai vertici anche Bari e Brindisi: perché la costa adriatica si difende meglio dall’afa
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Sole, brezze marine che contrastano il caldo e il freddo eccessivi, assenza della canicola africana. Sono queste caratteristiche che fanno di Ancona la città italiana dove si vive meglio dal punto di vista climatico. Subito dietro, quattro città del Sud: Bari, Vibo Valentia, Brindisi e Trapani. Più in generale stanno meglio i capoluoghi sulla fascia adriatica, tra i pochi salvi dal costante aumento delle temperature. Meno bene, invece, il Nord, in particolare la Pianura Padana, così come le grandi città, la cui situazione è ben delineata dall’escursione termica tra il centro e le periferie (più fresche). Sono i risultati della quinta edizione dell’Indice di vivibilità del Corriere della Sera, in collaborazione con iLMeteo.it. Basandosi su 17 parametri, tra cui ondate di calore, nebbia e nuvolosità, la classifica delinea un quadro di peggioramento invece per le aree interne di pianura, diventate isole di calore anche in inverno: scompaiono in inverno i giorni sottozero nelle grandi città. L’indagine è compiuta attraverso la raccolta e l’analisi di oltre 400 milioni di dati meteo relativi a 108 città italiane capoluogo di provincia.

“La classifica generale del 2025 rispecchia un andamento registrato, ormai sempre più spesso, dal 2000 a oggi: il miglior clima italiano si trova nelle città costiere, dalla Liguria a tutto il versante adriatico e alle Isole Maggiori”, afferma Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile dei rapporti con i media de iLMeteo.it. “Con il riscaldamento globale gli 8mila km di costa italiana sono un rifugio contro la canicola, anche se le notti estive stanno diventando sempre più afose anche al mare”.

Tutto questo avviene in un quadro complicato visto che il 2025 è stato il quarto anno più caldo mai registrato nella storia del Paese. Per trovare le prime tre annate più bollenti non serve andare lontano: sono il 2024, 2022 e 2023. E anche quest’anno l’Italia e l’Europa stanno bruciando, alle prese con una delle ondate di calore peggiori di sempre. Da questo surriscaldamento generalizzato si salva in parte la fascia adriatica, climaticamente privilegiata rispetto alla tirrenica anche grazie all’aria balcanica che rinfresca il mare Adriatico.

Pianura Padana in apnea, clima in peggioramento

Forti escursioni termiche, nebbie invernali e afa opprimente in estate: sono questi i fattori che nel 2025 hanno messo in ginocchio la Pianura Padana e i fondovalle alpini. Per questo in fondo alla classifica della vivibilità climatica si trovano Mantova, Cremona, Trento, Sondrio e Milano al 74esimo posto. La migliore delle città al Nord è invece Trieste che si deve accontentare di una tredicesima posizione. Si aggiungono anche i molti eventi estremi del 2025, con piogge abbondanti in poche ore e raffiche di vento molto forti. Anche in questo caso il capoluogo lombardo conferma un clima padano in peggioramento, con temporali estivi violenti e anche tornado. Milano ha avuto lo scorso anno il 30% di pioggia in più della media, con 75 giorni piovosi per un totale di 1.300 millimetri di acqua. Il primato delle piogge più intense spetta però a Gorizia.

Indice di calore: Catania la più afosa, a Roma e Firenze notti tropicali

L’indice di calore invece, che combina temperature elevate e alti tassi di umidità, vede ai primi sei posti città di Sicilia e Sardegna, con Catania la più afosa con 103 giorni. Roma e Firenze sono al 91esimo e 92esimo posto soprattutto a causa della notti tropicali, con temperature minime mai al di sotto dei 20 gradi. Reggio Calabria, Taranto e Palermo hanno registrato nel 2025 113-114 notti tropicali: per quasi quattro mesi la temperatura non è scesa sotto i 20 °C. Non si scherza neanche a Genova (96 notti), Napoli (95), Roma (84) e Milano (77). “Se continua questa tendenza al rialzo – spiega ancora Tedici – dovremmo iniziare a inserire tra gli indici che prendiamo in considerazione le ‘notti supertropicali‘, cioè quelle con le minime superiori ai 25 gradi“. Come spiega il meteorologo, tra i fattori che incidono maggiormente, soprattutto nelle città, è l’isola di calore urbana, “un fenomeno che determina un microclima fino a 7 gradi in più all’interno delle aree urbane cittadine rispetto alle zone periferiche e rurali, e che fa sparire i giorni sottozero in inverno”. A Milano la differenza tra periferia e centro è di 3-4 gradi.

Solo 5 città italiane fuggono al caldo estremo

L’analisi sui dati meteorologici di 108 capoluoghi mostra che lo scorso anno solo 5 di loro non hanno sofferto nessuna giornata di “caldo africano”, quelle in cui la colonnina di mercurio sale oltre i 34 gradi: Belluno, L’Aquila, Teramo, Campobasso, Ancona. Oristano è quella che, invece, ha patito più giornate di calore: ben 45. Tra le città più grandi, Firenze al quarto posto con 42 giornate, Roma ottava con 39 giorni, Bologna al tredicesimo posto con 31, Milano ha avuto 20 giornate, una in più di Napoli.

A Milano è “sparito” il freddo, a Udine record di eventi estremi

Specularmente, lo scorso anno si sono ridotte le giornate fredde. In 80 capoluoghi il termometro non è mai sceso sotto i 3 gradi durante il giorno. Anche Milano, nella sua area urbana, non ha registrato mai un valore sotto questa soglia; soltanto in periferia è ghiacciato in qualche notte invernale. “L’aumento delle temperature del 2025 si inserisce in un quadro molto più ampio e strutturale: il cambiamento climatico di origine antropica”, spiega il meteorologo de iLMeteo.it, Mattia Gussoni. “La nostra regione si sta riscaldando a una velocità superiore di circa il 20% rispetto alla media globale. Questa rapida “tropicalizzazione” trasforma i nostri mari in immensi serbatoi di calore che alterano la circolazione atmosferica: da qui l’aumento anche degli eventi meteo estremi essendoci molta più energia potenziale in gioco”. Da questo punto di vista, Udine con 10 episodi di eventi estremi (cioè pioggia oltre i 35 mm e vento oltre i 15 km/h) è stata la città più colpita; tra le grandi, Milano ha riscontrato 4 episodi, mentre Roma ne ha registrato uno.

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Nella foto in alto | La spiaggia del Passetto, ad Ancona (foto Claudio.stanco/Wikipedia)

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