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“Il calcio serve a integrare. E non ci sono esempi migliori di Francia e Spagna”: la risposta del 19enne Yamal alla frase razzista dell’ex premier Rajoy

I calciatori della Spagna nel giorno della semifinale dei Mondiali contro la Francia prendono posizione contro il loro ex primo ministro. Borja Iglesias: "La società multiculturale è la nostra ricchezza". Cubarsi: "Se giocano nella nazionale francese sono francesi, a prescindere dal colore della loro pelle"
“Il calcio serve a integrare. E non ci sono esempi migliori di Francia e Spagna”: la risposta del 19enne Yamal alla frase razzista dell’ex premier Rajoy
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Dopo la condanna arrivata dai governi di Spagna e Francia, anche lo spogliatoio della nazionale spagnola ha preso nettamente le distanze dalle parole dell’ex primo ministro Mariano Rajoy. Alla vigilia della semifinale dei Mondiali 2026 contro i Bleus, diversi giocatori delle Furie Rosse hanno risposto all’editoriale pubblicato su El Debate, nel quale Rajoy aveva definito la Francia una squadra “senza francesi“. L’ultimo a intervenire è stato Lamine Yamal e la sua risposta ha un peso specifico enorme: il 19enne è la stella della Nazionale e del Barcellona, l’idolo dei giovani tifosi di calcio di tutto il mondo. Ha scelto di non tirarsi indietro e di esprimere la sua posizione sul palcoscenico dei Mondiali.

Yamal, protagonista della conferenza stampa della vigilia, ha risposto così a Rajoy: “Se il calcio serve a qualcosa, serve per integrare, per la società. E non ci sono esempi migliori della Francia e di noi“. Una risposta esemplare del 19enne talento spagnolo di fronte alle affermazioni contenute nell’articolo dell’ex premier, che ha sostenuto che la Francia sia una squadra di altissimo livello ma “senza nessun giocatore francese“. Un’affermazione peraltro smentita dai fatti: tutti i calciatori convocati dalla Francia sono ovviamente cittadini francesi e soltanto tre dei 26 componenti della rosa sono nati all’estero.

La nuova anima della Nazionale spagnola

In passato, la Nazionale di calcio spagnola è stata un vanto del Partito popolare di Rajoy e più in generale dell’anima più conservatrice e centrista del Paese. L’ex premier ragiona ancora con questa logica, stuzzicando la storica rivalità con la Francia e quindi l’orgoglio nazionale. Oggi però la Spagna rappresenta qualcosa di molto diverso. È una nazionale multiculturale quasi quanto la Francia. La stella è Yamal, nato e cresciuto in Catalogna da padre marocchino e madre equatoguineana, mentre Nico Williams è nato e cresciuto in Navarra da genitori ghanesi. Nella rosa spagnola figura inoltre Aymeric Laporte, nato e cresciuto in Francia da genitori francesi e successivamente naturalizzato spagnolo grazie a un nonno.

Non solo, in questa Spagna non c’è nessun giocatore del Real Madrid. È invece una rosa espressione dei diversi regionalismi: il bomber è Mikel Oyarzabal, orgoglio dei Paesi Baschi insieme al portiere Unai Simon. La maggior parte dei calciatori selezionati dal ct Oscar De La Fuente sono espressione della cantera catalana del Barcellona. Fra questi c’è anche Pedri, nato alle Canarie. Mentre Mikel Merino, autore dei gol decisivi agli ottavi e ai quarti, è nato a Pamplona, capoluogo della Navarra. La Spagna che ha vinto Euro 2024 e che oggi gioca la semifinale contro la Francia è un mix di anime e storie che non rappresenta i vecchi canoni del nazionalismo. Le prese di posizione di Yamal e di altri calciatori contro Rajoy stanno lì a dimostrarlo.

Borja Iglesias: “La società multiculturale è la nostra ricchezza”

Prima di Yamal, infatti, erano già intervenuti Borja Iglesias e Pau Cubarsí. L’attaccante aveva espresso il proprio disappunto ai microfoni di DAZN: “Mi sorprende che ancora oggi siamo a questo punto. La società multiculturale è la nostra ricchezza. Magari non l’ha detto con cattive intenzioni, ma penso che tutti dovremmo stare più attenti quando parliamo di questi temi”. Nelle ore precedenti aveva già affrontato l’argomento anche in conferenza stampa: “Posso capire che non l’abbia detto con cattive intenzioni, ma dobbiamo essere più vigili su questo tipo di commenti”.

Sulla stessa linea anche il difensore del Barcellona Pau Cubarsí, che ha invitato a non legare l’identità nazionale al colore della pelle o alle origini familiari. “Mostrare tolleranza verso tutti, perché tutti meritiamo rispetto”, ha affermato. Poi ha aggiunto la frase che è diventata una delle risposte più nette alle parole di Rajoy: “Se giocano nella nazionale francese sono francesi, a prescindere dal colore della loro pelle”.

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