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Appuntamento per chiarire una lite, poi l’investimento mortale: arrestato per omicidio volontario

Zibido San Giacomo (Milano) - La vittima è un 41enne. Secondo le prime ricostruzioni avrebbe esploso due colpi a salve con una pistola durante un confronto legato a una ragazza. Il conducente dell'auto che lo ha travolto: "Ho avuto paura"
Appuntamento per chiarire una lite, poi l’investimento mortale: arrestato per omicidio volontario
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Doveva essere probabilmente un incontro chiarificatore per risolvere una questione personale legata a una ragazza, ma si è trasformato in un omicidio e l’arresto di un uomo per omicidio volontario. Tutto è avvenuto nella serata di domenica in un parcheggio di Zibido San Giacomo, comune dell’hinterland sud di Milano. La vittima è un uomo di 41 anni, Claudio Miranda, spirato dopo essere stato investito da un’automobile. Alla guida della vettura c’era un uomo di 31 anni, che dopo l’episodio è stato bloccato ai carabinieri. Sul caso stanno lavorando i militari del Comando provinciale di Milano, mentre il coordinamento delle indagini è affidato alla Procura di Pavia, territorialmente competente.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica di quanto accaduto e, in questo senso, un contributo importante sarebbe arrivato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, il 41enne avrebbe impugnato una pistola durante l’incontro e avrebbe esploso due colpi a salve. Proprio questo gesto potrebbe aver preceduto la reazione del conducente dell’auto che lo ha successivamente travolto. Gli inquirenti stanno verificando se l’investimento sia stato una risposta immediata a una situazione percepita come minacciosa oppure il risultato di una condotta volontaria maturata nel corso del confronto.

Al momento restano ancora numerosi gli aspetti da chiarire. I detective stanno raccogliendo testimonianze e analizzando tutti gli elementi disponibili per ricostruire le fasi che hanno preceduto l’investimento e comprendere i rapporti tra i due uomini. La pistola utilizzata dalla vittima e la natura dei colpi esplosi rappresentano uno dei punti cruciali dell’inchiesta. Gli accertamenti dovranno stabilire se l’arma fosse effettivamente una pistola a salve.

Il 31enne, Stefano P., ha accennato una difesa, davanti al pm Giuliano Rizza, per aver investito e ucciso Miranda: “Ho sparato perché ho avuto paura”. Anche perché i colpi sembra fossero stati rivolti a suo padre, con cui ha un’autofficina in paese, che era già sceso dall’auto. Miranda aveva una pistola a salve con il tappo rosso ma nell’oscurità l’arrestato non l’avrebbe visto e i colpi di scacciacani fanno un rumore del tutto simile a quelli veri.

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