Sono circa 1.700 i turisti evacuati dall’area di Bayahibe, a Santo Domingo, dopo il maxi incendio che ha distrutto il resort Viva Dominicus Beach. E’ morta la cittadina italiana Francesca Valentino, 46 anni, originaria di Caserta ma in passato aveva vissuto a Bayahibe, come risulta dalle foto sui profili social. Altre nove persone sono ferite. Non si registrano altre vittime, ma sono in corso altre verifiche. 285 italiani erano presenti nella struttura, secondo il ministro del turismo Gianmarco Mazzi. Per 130 connazionali si attende il rientro: alcuni sono già atterrati a Roma, dove il volo ha effettuato uno scalo, gli altri si attendono a Verona. Ancora ignote le cause dell’incendio mentre sono in corso le indagini. Secondo i primi accertamenti le fiamme sono state alimentate dal forte vento, diffuse rapidamente tra i tetti di paglia della struttura. Il governo della Repubblica Dominicana ha inviato il capo della protezione civile e due ministri sul luogo del disastro. Il resort Viva Dominicus Beach by Wyndham, a Bayahibe, è una destinazione popolare per i turisti statunitensi e internazionali sulla costa sud-orientale della Repubblica Dominicana.
La vittima colta da crisi respiratoria
In ospedale l’ambasciatore ha incontrato il marito della signora deceduta. Le strutture consolari sono impegnate nella verifica sulla condizioni dei connazionali. Insieme ai dipendenti del resort, per gestire l’emergenza, stanno offrendo l’assistenza necessaria a tutti gli altri italiani coinvolti nell’incendio. La vittima, spiega ancora il ministero degli Esteri, sarebbe stata colta da una crisi respiratoria mentre era in spiaggia, dove era accorsa assieme agli altri turisti per evacuare le stanze dell’hotel. Quando un’ondata di fumo l’ha investita, ha perso conoscenza inalando monossido di carbonio ed è stata trasportata in ospedale con un’auto privata.
Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha espresso cordoglio per la vittima e annunciato il rientro di oltre 100 connazionali: “Seguo la situazione in contatto con il tour operator, con la Farnesina e con l’Ambasciata italiana a Santo Domingo che ringrazio per aver garantito immediata assistenza al marito della vittima e ai restanti 285 italiani presenti nella struttura. La sicurezza dei nostri turisti all’estero deve essere priorità assoluta. È previsto per oggi un primo volo di rientro per 130 connazionali con destinazione Verona”.
Le testimonianze: “Non è scattato alcun allarme. Ci siamo aiutati tra di noi”
“Erano circa le 10.45 quando è scoppiato l’incendio. Non è scattato alcun allarme. Ci siamo aiutati tra di noi”. E’ quanto racconta Gabriele Russo, di Taranto, in vacanza nella Repubblica Dominicana con un gruppo di amici. “Abbiamo bussato alle porte dei vari bungalow per avvertire gli altri e farli uscire – racconta il testimone che ha già fatto rientro in Italia. Siamo poi andati tutti in spiaggia. Non c’era un vero e proprio piano di evacuazione. Pertanto nessuno di noi riusciva a capire in quel momento dove dovesse andare per mettersi in salvo. Non sappiamo – ha aggiunto – cosa abbia provocato l’incendio”.
Russo prosegue affermando che “da quel che ci risulta, il rogo sarebbe scoppiato nell’area che ospita la mensa, che ha solo due vie di fuga. Il vento ha fatto poi in modo tale che anche gli altri bungalow, avendo il tetto in paglia, si incendiassero. Si è trattato quindi di una reazione a catena. Per fortuna il giorno prima, visto che saremmo dovuti partire l’indomani, avevamo preparato le valigie e così le abbiamo prese e portate con noi in spiaggia. Altri, meno fortunati di noi, hanno perso tutto: bagagli e documenti”. Per un altro connazionale rientrato in queste ore a Roma si è trattato “di una bruttissima esperienza. C’era tanto fumo. Seguendo altri turisti, mi sono ritrovato in un parcheggio. Da lì ci hanno poi accompagnato direttamente in aeroporto facendoci anticipare il viaggio di ritorno in Italia. A me, tutto sommato, è andata anche bene ma so che altri hanno perso tutto e c’è stato anche chi ha perso la vita”.