“Quando sarete al governo applicate la Costituzione, non cambiatela”. Dalla festa Fiom di Bologna, il segretario generale del sindacato dei metalmeccanici Michele De Palma fa un appello ai leader del campo largo Conte, Schlein e Bonelli, seduti accanto a lui sul palco. I segretari di Pd, M5S e Si lanciano promesse dal palco. “Mai più divisi alle elezioni”, dice Schlein. “Non basta vincere, bisogna governare per cinque anni per cambiare il paese”, aggiunge Conte. “Mai più Jobs Act”, conclude Fratoianni. La platea degli operai della Fiom applaude a scena aperta ma il segretario De Palma avvisa: “Per noi questa è un’assemblea di mandato, vi abbiamo dato mandato alla trattativa e poi giudicheremo chi fa la trattativa”.
Il ricordo delle delusioni del passato è ancora vivo. “Tante volte ci sono state fatte le promesse – aggiunge De Palma – e poi è entrata la precarietà, è aumentata l’età pensionabile e ci si è schierati con Marchionne contro i lavoratori per questo noi diciamo, come dicevano i latini, pacta sunt servanda”. Ma c’è un altro punto fondamentale per il segretario Fiom. E riguarda direttamente il diritto di sciopero. “Gran parte degli operai che vedete qui saranno oggetto di un’azione della magistratura non perché hanno rubato. ma perché hanno praticato la democrazia”. Il riferimento è al corteo che durante lo sciopero per il rinnovo del contratto nazionale sfociò anche sulla tangenziale di Bologna. “Le strade che portano alla democrazia sono anche strade di conflitto – conclude De Palma – per questo uno dei primi atti che vi chiederemo è quello di cancellare il decreto Sicurezza perché la sicurezza che vogliamo è quella del salario, del diritto al lavoro e di poter tornare a casa vivo dal proprio lavoro”.