Il mondo FQ

Iran, il debutto ai Mondiali nel giorno dell’accordo con gli Usa. Taremi attacca la Fifa: “Il calcio porta pace? Qui c’è troppa tensione”

Il Team Melli scende in campo contro la Nuova Zelanda a Los Angeles. Nonostante le notizie di un'intesa, il clima è tutt'altro che disteso: tra i disagi per le misure di sicurezza imposte dagli Stati Uniti e le manifestazioni degli iraniani emigrati che contestano il regime
Iran, il debutto ai Mondiali nel giorno dell’accordo con gli Usa. Taremi attacca la Fifa: “Il calcio porta pace? Qui c’è troppa tensione”
Icona dei commenti Commenti

Sarebbe bello dire che è merito del calcio, dello sport più in generale, e dei suoi valori universali. Ma non è così. È soltanto per un caso che l’Iran scende in campo per la prima volta ai Mondiali quasi in concomitanza – solo 24 ore dopo – con l’annuncio dell’accordo raggiunto con gli Usa. La guerra è finita (forse), ma giocatori e tecnici del Team Melli non hanno nessuna voglia di far festa. E nemmeno di parlarne. Domenica si sono correttamente presentati alla conferenza stampa programmata alla vigilia del debutto previsto questa sera a Los Angeles, nel cuore della notte italiana, contro la Nuova Zelanda, ma le facce del ct Ghalenoei e del capitano Taremi erano tutt’altro che distese.

Reduci da mezz’ora di volo e poi dalle solite sei ore di controlli di sicurezza, dopo il confino a Tijuana, in Messico, né l’allenatore né l’ex interista hanno voluto rispondere alle domande sulle notizie della imminente fine del conflitto: “Queste sono cose che non dovete chiedere a noi”. Piuttosto, non hanno nascosto la loro irritazione per come sono stati costretti ad avvicinarsi a questo Mondiale. Ha provato a fare il diplomatico il ct: “Sono molto felice di rappresentare la grande e orgogliosa nazione dell’Iran. Spero che il calcio porti gioia e divertimento e che avvicini culture e nazioni. E spero che per noi vada tutto bene nonostante i problemi che ci sono stati creati e che mi augurino non influenzino la qualità del nostro gioco”.

Però non ha potuto fare a meno di osservare: “Certamente ci hanno voluto mettere in difficoltà, siamo arrivati in Messico tardi e non abbiamo avuto abbastanza tempo per adattarci. La nostra preparazione non è stata ideale. Ma siamo abituati a trasformare le difficoltà in opportunità”. Ancora più diretto Taremi, che ha messo nel mirino il comportamento della Fifa: “C’è troppa tensione. Una situazione che mina il messaggio che la Fifa vuole trasmettere, cioè che il calcio porta pace. Questa Coppa del Mondo avrebbe dovuto offrire un’atmosfera migliore di quella che c’è. Peraltro non è stato solo l’Iran a essere colpito da questi problemi: anche altri, persino un arbitro, ne hanno risentito”. Nessun ringraziamento a Infantino, che si è vantato di essersi battuto perché comunque l’Iran ci fosse. Solo tanta riconoscenza per l’accoglienza ricevuta dal popolo messicano.

Molto diversa invece l’accoglienza a Los Angeles. Sia durante l’allenamento di rifinitura, sia all’arrivo nell’hotel in zona Manhattan Beach, ma non sul mare, il Team Melli ha trovato alcune decine di manifestanti in rappresentanza degli oltre mezzo milione di iraniani e dei 50mila appartenenti alla comunità ebraica persiana, li chiamano Teherangeles, fuoriusciti dal Paese dopo la rivoluzione islamica e concentrati in gran parte nella zona di Westwood, ribattezzata anche Little Persia. C’è grande preoccupazione per quello che potrà accadere stasera allo stadio: la Fifa ha predisposto il divieto di far entrare le bandiere pre-rivoluzionarie con il leone e il sole al posto dell’emblema di Allah. Difficile però che si riesca a rispettarlo. Queste bandiere già si sono viste allo stadio di San Francisco in occasione di Svizzera-Qatar. Il problema è che la Federazione di Teheran ha fatto sapere che alla prima bandiera di quel tipo esposto e addirittura al primo slogan ostile lanciato ritirerà la squadra dal campo.

Se si riuscirà a giocare a calcio regolarmente, nonostante la preparazione difficoltosa, l’Iran è favorito abbastanza nettamente. Nel ranking Fifa è al ventesimo posto, solo otto posizioni dietro l’Italia, mentre la Nuova Zelanda è 85esima. L’Iran partecipa al Mondiale per la settima volta, la quarta consecutiva, ma non ha mai passato la fase a gironi. Curioso che debutti nello stesso stadio che ha visto l’esordio degli Usa e che vi sia la possibilità che le due squadre si affrontino nei sedicesimi di finale. Quattro anni fa in Qatar finì 1-0 per gli americani.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione