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Legge elettorale, le opposizioni chiedono di introdurre il voto fuorisede. The Good Lobby: “Bene, ora serve risposta stabile e concreta per milioni di elettori”

LA proposta per il riconoscimento del diritto di voto a distanza per i quasi 5 milioni di cittadini che vivono lontani dalla propria residenza per ragioni di studio, lavoro o salute
Legge elettorale, le opposizioni chiedono di introdurre il voto fuorisede. The Good Lobby: “Bene, ora serve risposta stabile e concreta per milioni di elettori”
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Introdurre in maniera definitiva il voto fuorisede alle elezioni Politiche, alle Europee e ai referendum. È quanto prevede un emendamento alla legge elettorale presentato congiuntamente da tutte le forze di opposizione. Si tratta di una delle 326 proposte emendative congiunte del centrosinistra (in totale gli emendamenti presentati sono stati oltre 770) che viene accolta positivamente dalle associazioni impegnate da anni nel riconoscimento del diritto di voto a distanza per i quasi 5 milioni di cittadini che vivono lontani dalla propria residenza per ragioni di studio, lavoro o salute. “È il segno della rilevanza che il diritto di voto fuori sede ha assunto nel dibattito pubblico e politico”, commenta Yari Russo, campaigner di The Good Lobby e rappresentante della Rete Voto FuoriSede.

Associazioni che nei mesi scorso hanno raccolto oltre 50mila firme per la proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata a garantire pienamente il diritto di voto per chi vive lontano dal proprio Comune di residenza. “Negli ultimi mesi – spiega Russo – abbiamo intensificato le interlocuzioni con le forze parlamentari di maggioranza e opposizione, che sembrano dimostrare un consenso unanime sulla necessità di garantire il diritto di voto a distanza. Auspichiamo che ora si passi però dalle parole ai fatti, e che maggioranza e opposizione possano convergere su questo o su altri emendamenti per dare una risposta concreta e stabile a milioni di elettori fuorisede”.

Il voto fuorisede era stato sperimentato alle Europee del 2024 (ma solo per gli studenti), poi è stato replicato e ampliato anche ai lavoratori in occasione dei referendum su cittadinanza e lavoro del giugno del 2025. Ma per il referendum sulla Giustizia, governo e maggioranza hanno deciso di bloccare la sperimentazione. L’Italia – come ricordano le associazioni – è al momento l’unico Paese europeo, insieme alle più piccole isole di Malta e Cipro, a non disporre dell’importante strumento elettorale democratico del voto a distanza.

Il voto fuorisede è stata una delle principali richieste avanzate da associazioni e studenti nel corso le audizioni in commissione Affari Costituzionali alla Camera, con tanto di lezione da parte di una studentessa al deputato Fdi, Angelo Rossi, contrario al provvedimento (qui il video del botta e risposta). Nonostante questo, però, nel testo della riforma elettorale votato dalla maggioranza non c’è nessun riferimento al tema. Oggi però arriva l’emendamento delle opposizioni, ma per approvarlo saranno necessari i voti anche dei parlamentari di maggioranza.

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