“Non mi candido, le spese della comunicazione sono cose mie”: ma la conferenza di primo anno di Salis è proprio in “stile premier”
Esclude di scendere in campo alle prossime politiche: “Sono sicura che non cambierò idea, perché questo è il mandato che mi ha dato la città e lo porterò avanti per cinque anni”. Sono passati due mesi dall’intervista a Bloomberg in cui Silvia Salis disse che invece ci avrebbe riflettuto, se il campo largo le avesse affidato un ruolo da federatrice nazionale. Ma la sovraesposizione comunque, assicura, non è un problema che la distrae dal suo ruolo: “La pressione c’è, è un dato di fatto. La cosa positiva però è che Genova è stata sui giornali come mai nella sua storia”. Si spazientisce un po’ invece, e alla fine non risponde, quando le viene chiesto quanto costano e chi paga i servizi comunicativi dell’agenzia Jump di Matteo Agnoletti, ex spin doctor di Matteo Renzi, che oggi cura immagine e presenza mediatica della sindaca più popolare d’Italia: “E’ una cosa personale, questa è una domanda che riguarda solo me. E avevamo chiesto di restringere le domande all’amministrazione della città”. Su questo aspetto l’unica cosa chiara è che, se vi sono dei costi, non sono a carico del Comune di Genova.
Questa restrizione delle domande, insieme all’invito a inviare prima gli argomenti su cui i giornalisti avrebbero voluto intervenire, è stata oggetto di aspre polemiche, che si sono riaffacciate nel corso della conferenza stampa di questa mattina: “Nessuno ha chiesto le domande, ci sono qua persone che non si sono registrate, l’anticipazione dei temi deriva dal fatto che qua ci sono i nostri dirigenti, e questo è un momento di approfondimento molto diverso da quello che si può avere a margine degli eventi per avere numeri e dati specifici su determinati elementi, era solo un modo per dare maggiore trasparenza alle risposte, perché chi vuole fare domande senza segnalarle le fa tranquillamente”. Sul caso Salis era stata punzecchiata dal governatore Marco Bucci, protagonista alcuni mesi fa di una burrascosa vicenda di presunti dossieraggi a cronisti, il quale aveva rimarcato di non aver mai chiesto a nessuno le domande prima: “Devo dire che il presidente Bucci ha molta più esperienza di me, accolgo i suoi consigli, lo prendo come punto di riferimento per quanto riguarda il rapporto con la stampa e i giornalisti – ha detto la sindaca in modo ironico – saprò imparare dai suoi consigli e saprò capire. Magari questa conferenza stampa poteva essere organizzata in modo diverso e meglio, sicuramente lo userò come esempio per il futuro”.
Silvia Salis siede in prima fila in mezzo a tutti gli assessori della giunta, alle sue spalle presenziano silenziosi una ventina tra dirigenti comunali e membri dello staff, ai quali si aggiungono i consiglieri comunali delegati. Alla fine il format rischia di diventare quasi più rilevante degli argomenti, dibattuti in oltre due ore mezza: Silvia Salis è forse l’unica sindaca in Italia ad aver convocato una conferenza stampa per celebrare il suo “primo anno di giunta”, evento che ricorda l’incontro con la stampa che Giorgia Meloni ha ridotto ad uno all’inizio di ogni anno.
Si parla di mobilità, sicurezza, trasporto pubblico, servizi sociali. Cose realizzate e altre da realizzare, con un retrogusto di fondo che lascia la sensazione che l’evento serva (anche) per smentire chi descrive Salis come distratta dalle sirene nazionali e troppo acerba per essere giudicata come amministratrice: “Nessun sindaco è stato ispezionato dalla testa ai piedi come sono stata io. E sinceramente se l’unica cosa che si è riuscito a trovare è il verbale di un incidente che è stato riportato scorrettamente, ecco io sono abbastanza soddisfatta di questo resoconto sulla mia vita. Detto questo è una pressione, ma una pressione che hai se stai facendo una cosa importante. E amministrare Genova è importante. D’altronde se non stessimo facendo niente di buono, se non fossimo interessanti, di noi non parlerebbe nessuno”.