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Sicilia, la gara da 1,4 miliardi per le isole minori è lontana ma è già polemica su requisiti e incarichi

Autotrasportatori contro il governo Schifani: la proposta di quadro economico per i collegamenti marittimi favorisce gli attuali concessionari?
Sicilia, la gara da 1,4 miliardi per le isole minori è lontana ma è già polemica su requisiti e incarichi
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La gara è ancora lontana, ma l’importo da quasi un miliardo e mezzo ha già messo in fibrillazione il settore. Con tanto di allusioni, veleni e richieste di dimissioni. Accade in Sicilia, dove il governo Schifani prima di chiudere la legislatura dovrebbe arrivare alla sottoscrizione dei contratti con chi nel prossimo futuro si occuperà delle della continuità territoriale marittima con le isole minori. Tra Eolie, Ustica, Egadi, Pantelleria e Pelagie, i collegamenti via nave sono al centro della vita di centinaia di migliaia di persone all’anno, se oltre ai residenti si considerano i tanti turisti che le scelgono come meta per le vacanze.

I servizi attualmente sono erogati e ripartiti tra le società Caronte&Tourist e Liberty Lines di proprietà delle famiglie Franza e Morace che, per il tramite della società Navigazione Siciliana, nel 2016 hanno sottoscritto una convenzione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nello specifico, a occuparsi tramite gli aliscafi del trasporto passeggeri su tutti i sette lotti in cui sono state divise le rotte dell’isola è la Liberty Lines, mentre Caronte&Tourist opera nel di trasporto marittimo passeggeri, veicoli e merci (anche pericolose) utilizzando i traghetti.
Tra due anni, però, dovranno essere stipulati i nuovi accordi pluriennali che arriveranno a valle di una procedura di gara pubblica.

Per il momento, il bando ancora non c’è ma nell’assessorato regionale nei mesi scorsi è stato approvato una proposta di quadro economico. L’importo nel complesso è stato stimato in un miliardo e 425 milioni. A intervenire sul tema, agitando gli animi, è stato nei giorni scorsi un comitato di autotrasportatori. Questi ultimi chiaramente sono tra coloro che sono indirettamente interessati all’esito della futura gara, per l’utilizzo costante che viene fatto dei collegamenti marittimi. “Le coincidenze, da sole, non sono prove. Ma quando le coincidenze si sommano, il dovere delle istituzioni è fermarsi e verificare”, si legge in una nota fatta pervenire alle redazioni dei giornali. Il documento condensa le preoccupazioni circa i possibili requisiti di partecipazione che verranno inseriti nel bando, ma tira anche in ballo anche un recente incarico dato a un avvocato.

“La struttura della gara merita un immediato approfondimento – si legge – Per come è stata concepita, richiederebbe la disponibilità di una flotta di dimensioni tali da rendere estremamente difficile la partecipazione di operatori diversi da quelli oggi già presenti nel mercato dei collegamenti marittimi con le isole minori. Il Comitato ritiene che tale impostazione rischi di comprimere il principio della libera concorrenza e chiede che venga verificata la piena coerenza della procedura con i principi di apertura del mercato e di parità di accesso”. Il timore dei firmatari è quello di ritrovarsi davanti a una procedura che in qualche modo possa agevolare la conferma degli attuali concessionari. “Una gara di tale importanza avrebbe dovuto essere costruita per favorire la massima partecipazione possibile anche ad altri operatori e non prestarsi ad alcun dubbio sulla reale contendibilità dell’affidamento”, aggiungono.

La replica del governo Schifani però è arriva poco dopo. E punta a rassicurare tutti: “La gara per il nuovo affidamento dei servizi di continuità territoriale marittima verso le isole minori non è stata ancora concepita. La Regione, infatti, dovrà prima farsi carico (con delibera di giunta) dell’espletamento complessivo del trasporto marittimo, finora in gran parte di competenza del ministero dei Trasporti – fa sapere l’ufficio stampa del governo – Siamo ancora in una fase preliminare e di confronto con gli stakeholders. Abbiamo già avviato una interlocuzione preliminare con Invitalia, alla quale è nostra intenzione affidare la gestione della gara qualora ad espletarla dovesse essere la Regione. Inoltre, è intenzione del governo regionale chiedere all’Anac di stipulare una convenzione per garantire la più idonea trasparenza, come ad esempio già fatto per la gara relativa ai termovalorizzatori. Ogni atto e decisione, comunque, sarà trasmesso all’Autorità nazionale di Regolazione dei Trasporti per le opportune valutazioni”.

Da parte degli autotrasportatori è però arrivato anche un riferimento all’incarico – dell’importo di circa 170mila euro – dato dal dipartimento regionale ai Trasporti a un avvocato palermitano per offrire servizi legali di supporto al Rup della gara. L’avvocato si chiama Cristiano Pagano ed è tra i soci fondatori di Concilium Adr, organismo di mediazione accreditato dal ministero della Giustizia. A dare vita a Concilium Adr è stato anche Gianfranco Aricò, fratello dell’assessore regionale ai Trasporti. “Il comitato non formula accuse di illecito, ma ritiene che una procedura pubblica di tale rilevanza economica debba essere completamente al riparo da qualsiasi dubbio, anche sotto il profilo dell’apparenza di imparzialità e della fiducia dei cittadini nelle istituzioni”, scrivono gli autotrasportatori. Anche in questo caso, la replica dell’assessore Aricò non si è fatta attendere: “L’avvocato Pagano è uno dei 60 tra legali e mediatori associati alla Concilium ADR, associazione di mediazione senza scopo di lucro, della quale è presidente e fondatore assieme, tra gli altri, a mio fratello”.

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