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Ultimo aggiornamento: 12:41

Bindi a La7: “Renzi nel campo largo? Parla meglio di tutti ma sui temi essenziali sta sempre dall’altra parte”. Su Vannacci: “Deve preoccupare tutti”

L'ex ministra boccia Renzi e lancia il red alert su Vannacci al 4,8% nei sondaggi
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Vannacci rischia di essere decisivo nel voto e deve essere una preoccupazione per tutti, non solo per la destra: deve preoccupare anche il centrosinistra e tutti noi”. Così Rosy Bindi, già ministro e presidente del Pd, commenta a In altre parole (La7) l’ultimo sondaggio di Pagnoncelli, che assegna al neo-leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, un 4,8 per cento.
Bindi avverte che quella percentuale suona come un campanello d’allarme per l’intero sistema politico e sta già condizionando le scelte di Giorgia Meloni: “Lei non può permettersi di perdere il voto all’estrema destra, lo sa perfettamente”. Per questo la presidente del Consiglio, nell’intervento all’assemblea annuale di Confindustria, è tornata alla ‘vecchia Meloni’: attacchi all’Europa, rievocazione di Almirante, enfasi sulla sicurezza intesa solo come repressione dei reati e non come risposta al disagio sociale. Messaggi calibrati, osserva Bindi, proprio per intercettare quell’elettorato che Vannacci sta sottraendo a Fratelli d’Italia.

La ex ministra sottolinea poi le tensioni interne al centrodestra ed evidenzia il doppio binario in cui la premier è costretta a muoversi: “Meloni si trova adesso con una interlocutrice in Forza Italia che è Marina Berlusconi, la quale chiede esattamente il contrario al centrodestra chiaramente”.
Ed esprime anche il suo scetticismo preoccupato per l’operazione della figlia di Berlusconi: “A me hanno sempre spaventato queste manovre centriste, perché io credo che questo nostro paese abbia bisogno di un sano bipolarismo, che dipende sicuramente dal centrodestra, ma anche dalla chiarezza con la quale il centrosinistra sarà in grado finalmente di presentarci un programma, una prospettiva e un’alternativa vera che stiamo aspettando. Temo sempre questi pasticci centristi che sono quelli nei quali si tagliano le ali estreme per fare governi tecnici o di grande larga intensa. Ma poi alle elezioni successive rivincono le estreme, magari mascherate“.

La preoccupazione di Bindi non si ferma alla destra, ma riguarda anche le dinamiche interne al centrosinistra, in primis la questione Matteo Renzi. Gramellini nota che l’ex premier è dovunque nei palinsesti televisivi ed è “ormai quasi il portavoce del campo largo”. Bindi riconosce la sua bravura comunicativa ma ne sottolinea le assenze sostanziali: “Per carità, i discorsi li sa fare meglio di tutti, ma lo sapevamo già. Peccato che sui problemi essenziali sta sempre da un’altra parte. Sul referendum sulla giustizia non pervenuto, sulla politica estera non si capisce. Sulle questioni essenziali non c’è“. E ricorda con ironia il ringraziamento di Renzi a Trump “perché ci ha liberato da Maduro e Khamenei“.

Infine, il monito al centrosinistra: “Quello che manca in questo campo largo, lo ripeto da molti giorni, è un’autoconvocazione per il programma. In questo paese ci sono sicuramente le intelligenze e le competenze per poter offrire in questo momento materiale ad un’alternativa a questo governo, su tutte le grandi questioni- chiosa – Ci si mette intorno a un tavolo, si lavora e successivamente si offre il materiale: l’unica cosa vera che devono fare è questa, poi verrà anche il leader. Ma gli italiani devono sapere come risolveranno i problemi dell’Italia quando andranno al governo”.

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