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“È assolutamente vietato urinare in una borraccia e poi gettarla via”: l’appello ai corridori del Giro d’Italia

Una richiesta stravagante, dettata però dalle rigide regole dell'UCI. Prevista una multa da 200 franchi svizzeri
“È assolutamente vietato urinare in una borraccia e poi gettarla via”: l’appello ai corridori del Giro d’Italia
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Non urinate nella borraccia: l’appello senza precedenti è stato lanciato ufficialmente dalla Giuria del Giro d’Italia al termine della nona tappa dell’edizione 2026. Una richiesta stravagante, dettata però dalle rigide regole dell’UCI, l’Unione ciclista internazionale, che devono essere rispettate anche durante la Corsa Rosa.

Non si ha notizia di episodi specifici, ma visto il richiamo così singolare evidentemente qualche corridore è stato pizzicato a espletare i proprio bisogni durante la tappa in una borraccia, poi gettata a bordo strada. I ciclisti d’altronde possono avere la necessità di urinare durante la corsa e non sempre hanno la possibilità di fermarsi in un posto appartato. Allo stesso tempo, però, le borracce lasciate sul ciglio della strada vengono spesso raccolte come cimeli dagli appassionati. Non sarebbe una bella sorpresa per un tifoso trovare all’interno dell’urina.

D’altro canto, l’articolo 2.12.007-8.6 del regolamento UCI è inflessibile e vieta qualsiasi “comportamento inappropriato o sconveniente (in particolare spogliarsi o urinare in pubblico alla partenza o al traguardo o durante la gara) creando danni all’immagine dello sport”. Per questo motivo, al termine della frazione di Corno alle Scale, il Giro d’Italia ha diffuso il seguente comunicato: “Nel rispetto dell’immagine del ciclismo e del Giro d’Italia, l’organizzazione e il comitato informano tutti i ciclisti che è assolutamente vietato urinare in una borraccia e poi gettarla via”.

Cosa rischiano i ciclisti? Una multa da 200 franchi svizzeri per ogni sanzione rilevata. Insomma, la soluzione creativa individuata da qualche corridore durante la prima settimana di Giro dovrà essere abbandonata. La speranza, a questo punto, è che almeno siano terminate le giornate di freddo e il gruppo possa riuscire a gestire i bisogni in modo meno tormentato.

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