Botta e risposta tra il presidente della Liguria, Marco Bucci, e il consigliere Pd Simone D’Angelo, durante una seduta del consiglio regionale. Il tema è la nuova diga di Genova.
“Non si chiede nulla di più che sapere se questi due campi prova sono stati effettuati e quali fossero gli esiti”, chiede l’esponente dem, esplicitando una delle domande rimaste sotto il cantiere della nuova diga di Genova: le verifiche preliminari sulla tenuta dei fondali sono state fatte? Con quali esiti?
Bucci, governatore e commissario straordinario dell’opera, risponde con una spiegazione tecnica che finisce per aprire un caso politico.
A 50 metri di profondità, dice, gli strumenti “si sono rotti tutti”. Così il monitoraggio decisivo non avviene più prima, ma “durante la lavorazione”.
La mastodontica diga foranea in costruzione, tra extracosti e ritardi, è tra le opere marittime più complesse in Europa. I campi prova sono le verifiche che avrebbero dovuto validare la tenuta dei terreni su cui poggerà l’opera. L’obbligo di effettuarle, anche per valutare il rischio-tsunami, era arrivato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Bucci spiega quali sono gli aspetti da monitorare sui cassoni, poi arriva al punto che riguarda i fondali: “È emerso che i piezometri posizionati sul terreno sotto, a 50 metri, si sono rotti tutti perché non stanno alla pressione”. Per questo non è stato possibile fare questi test in anticipo, ma si sta monitorando “durante la lavorazione”. Il dato raccolto a cantiere aperto, sostiene, avrebbe più valore del dato di previsione. Ma ammette: “Qual è il rischio? Il rischio è che poi, se si fa il dato reale, poi il dato reale non funzioni”. Per ora, assicura, “i dati reali confermano esattamente le previsioni”.
Un’ammissione che D’Angelo non apprezza: “Lei oggi ha ammesso che si è assunto il rischio di procedere in assenza degli esiti dei campi prova e i tentativi di verifica preliminare sono andati a vuoto”.
L’analisi del consigliere d’opposizione fa perdere le staffe a Bucci che, non inquadrato, attacca: “Non si può essere così falsi”. E, ancora, “sei falso”. Infine, urlando fuori dai gangheri: “È una proroga tecnica! Non capisci? Impara! Io difendo la Liguria, tu impara prima di parlare, così offendi la Liguria”.
A proposito del ritorno pubblico dell’opera, il presidente della Regione è apodittico: ci sarà “un effetto enorme sui posti di lavoro e sulla ricchezza, negare questi fatti vuol dire essere ciechi”.
“Lei non è un commentatore – replica D’Angelo, ma – il commissario alla prima opera infrastrutturale di questo Paese”. E chiede documenti per vincolare i concessionari portuali, beneficiari dell’opera, a obblighi su occupazione e qualità del lavoro: “Chi vive una condizione di sostanziale monopolio rispetto alla banchina che gestisce dovrebbe essere chiamato a garantire un livello occupazionale. Invece noi, presidente, sembra che facciamo i camerieri dei grandi gruppi di interesse”.