La stop volley del prefetto: decide lui quando si gioca il derby di Roma. La Lega Calcio è in stato confusionale | il commento
“La pirateria uccide il calcio”. Così disse Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega di Serie A. All’orizzonte non si vede però Capitan Uncino, ma una storia surreale come quella del derby di Roma, che spiega molto sullo stato comatoso del nostro sport più popolare (occhio però al tennis, prima o poi con questi chiari di luna avverrà il sorpasso). E in questa comica della stracittadina della capitale, c’è molto tennis: è stata calendarizzata inizialmente domenica 17 maggio alle 12.30 e poi, scoperta con quasi un anno di ritardo la contemporaneità della finale degli Internazionali di Roma, è stata rimbalzata come una pallina in uno scambio estenuante: dritto, rovescio, passante, contropassante, smorzata, ribattuta. Dopo un game infinito, la Prefettura di Roma ha comunicato che Roma-Lazio si giocherà lunedì 18 maggio, alle 20.45, passando sopra le regole di sicurezza invocate dopo gli incidenti avvenuti in occasione del derby del 13 aprile 2025 (13 agenti feriti, danni di entità imprecisata), con conseguente slittamento delle altre partite in cui saranno impegnate le squadre in corsa per la Champions. Grande festa tra parrucchieri, barbieri, ristoratori, ma la Lega, responsabile numero uno di questo caos, ha gelato gli entusiasmi delle categorie, piazzando un ace: annunciato un ricorso al Tar.
Ci vuole una bella faccia tosta nel minacciare di scomodare il tribunale amministrativo regionale del Lazio, ma ormai in Lega non si contano più le figuracce. Questa del derby romano è solo l’ultima. Si sapeva dalla scorsa estate che maggio è il mese degli Internazionali di tennis. Non servono menti superiori per informarsi: basta un minimo di professionalità, questa sconosciuta. Non solo: tennis a parte, il derby di Roma a metà maggio, alle 12-30 – e qui ha ragione l’allenatore laziale Maurizio Sarri –, è un altro colpo di genio. A quell’ora, all’Olimpico fa caldo: perché costringere i calciatori a giocare a 30°? In Inghilterra, una farsa del genere avrebbe decapitato i vertici della Premier. I calendari vengono stilati tenendo conto di diversi fattori: partite ad altro rischio, derby, feste, eventi sportivi di altra natura, mobilità ferroviaria. Anche lassù, ogni tanto, si commettono errori, ma si rimedia in fretta. E chi sbaglia in modo pesante, paga. In Italia questa vicenda del derby romano si trascina invece da un mese, non è stata ancora scritta la parola fine e stanno tutti al loro posto, in poltrona, senza chiedere scusa.
In Lega, si sa, pensano ai pirati. De Siervo-Peter Pan è ossessionato dai Capitan Uncino pronti ad assalire la nave piena d’oro. Di questo passo, però, la nave veleggerà alla deriva senza carico, svuotata. Siamo fuori dal mondiale per la terza volta di fila. Nelle coppe europee, abbiamo rimediato figuracce colossali. Nel ranking stagionale, ci ha sorpassato anche il Portogallo. C’è da chiudere la stagione e non è ancora sicuro come si svolgerà la penultima giornata. In questa vicenda, escono però male anche le autorità. E’ certificata l’incapacità di governare la sicurezza in due eventi sportivi che, seppur ravvicinati, riguardano due discipline diverse (calcio e tennis) e non sono certamente scenari di guerra. Si tratta di gestire due situazioni critiche non in un paese sperduto, ma nella capitale d’Italia. Davvero siamo ridotti a questo punto?