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Ultimo aggiornamento: 12:02

Valditara contro tutti sullo strafalcione Br-Mattarella: “Bullismo mediatico per un lapsus banale, siamo caduti molto in basso”

"Anziché parlare dei successi dell'Italia, si fa un processo a un ministro". Valditara eleva le critiche sul suo recente strafalcione a persecuzione nazionale
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Il mio è stato un lapsus molto banale, c’è stato quel famoso bias di ancoraggio, quel trascinamento del pensiero. Sono rimasto francamente stupefatto del rilievo che qualche giornale ha voluto dare a questa dichiarazione. Evidentemente si è trattato di un caso di bullismo mediatico“. Sono le stizzite parole pronunciate dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara nella trasmissione Il caffè della domenica, condotta da Maria Latella su Radio24. Il riferimento è alla sua gaffe, a margine di un incontro di campagna elettorale al cinema Partenio di Avellino, dove il ministro aveva ricordato “quella foto drammatica del presidente Sergio Mattarella che prendeva in braccio suo fratello Piersanti, assassinato dalle Brigate rosse, e lo tirava fuori dalla macchina”, confondendo l’omicidio di Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia nel 1980, con un attentato brigatista. Lo strafalcione è diventato virale e le ironie sui social si sono sprecate.

Il politico leghista aggiunge: “Se, anziché parlare dei successi dell’Italia, del crollo della dispersione scolastica, delle riforme che stanno garantendo prospettive occupazionali ai nostri giovani e competitività alle imprese, ci si riduce a parlare del lapsus del ministro in occasione dell’inaugurazione di una scuola, facendone un processo, francamente vuol dire che siamo scesi molto in basso“.
Poi la conclusione, tra fastidio e insofferenza: “Un ministro è un uomo e come tutti gli uomini può anche sbagliare. Siamo tutti uomini, non è che un ministro sia di ferro o di acciaio e quindi ha delle dinamiche psicologiche. Ma un conto è l’errore per ignoranza, un conto è il banale lapsus – chiosa – Non voglio neanche più sentire parlare di questa storia, non mi interessa fare polemiche, io lavoro per la scuola italiana, per i nostri giovani e se c’è chi ha del buon tempo da perdere e vuole polemizzare col ministro, faccia pure. Francamente non me ne importa nulla”.

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