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Ultimo aggiornamento: 12:29

Scontro Bocchino-Gruber: “Guerra all’Iran giusta se fosse stata gestita meglio”. “È contro tutte le regole del diritto internazionale”

La giornalista striglia l'ex parlamentare sulla “guerra giusta” contro l’Iran, smontando anche il suo confronto tra Meloni, Conte e Gentiloni
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Acceso confronto a Otto e mezzo (La7) tra Lilli Gruber e Italo Bocchino, ex parlamentare del Pdl e direttore editoriale del Secolo d’Italia, sulla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Bocchino esordisce sostenendo che “le guerre sono tutte brutte ma ci sono anche delle guerre giuste”. Ma la giornalista lo interrompe subito: “La guerra contro l’Iran è una guerra giusta? Ma è contro tutte le regole internazionali“.
L’ex deputato insiste: “Ci sono guerre giuste, come quelle per far finire il nazismo e il fascismo. La guerra all’Iran per far finire quel regime e liberare la popolazione sarebbe stata giusta, se non fosse stata gestita coi piedi”.
Gruber replica decisa: “Ma no, non sarebbe stata comunque una guerra giusta, è contro tutte le regole del diritto internazionale”.

Il dibattito si anima quando Bocchino difende la linea del governo: “Trump ha fatto una grande fesseria e la Meloni lo ha criticato“.
Gruber lo corregge immediatamente: “No, veramente la Meloni ha detto che non condannava, né condivideva la guerra contro l’Iran“.
Bocchino rilancia allora sul tema delle basi: “Quella è stata la sua prima dichiarazione ma non ha dato la base di Sigonella, mentre il governo Conte e il governo Gentiloni avevano dato le basi italiane per andare a bombardare la Siria. La Meloni invece è stata molto dura e più rigorosa della sinistra”.
A quel punto la conduttrice taglia corto, sottolineando che il paragone non regge. Quella israelo-americana, infatti, è una campagna di bombardamenti contro uno Stato sovrano come l’Iran, un’operazione ad alto rischio e fuori dalle regole del diritto internazionale. Diverso invece il contesto dei governi Gentiloni e Conte, quando l’Italia autorizzò l’uso di Sigonella per operazioni antiterrorismo contro l’Isis, nel quadro di una coalizione internazionale più ampia e rivolta contro un gruppo jihadista non statuale. Due situazioni con natura, rischi e basi giuridiche del tutto differenti.

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