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Guerra in Iran, Trump: “Aspetto una risposta da Teheran”. Chiazza di petrolio al largo dell’isola di Kharg

La macchia di greggio coprirebbe un'area di 71 chilometri
Guerra in Iran, Trump: “Aspetto una risposta da Teheran”. Chiazza di petrolio al largo dell’isola di Kharg
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Trump: “Sul mio piano di pace aspetto una risposta dall’Iran stanotte”

Il presidente americano Donald Trump ha detto di aspettarsi “stanotte” una risposta dall’Iran sulla sua ultima proposta di accordo di pace. Conversando con i media in serata, Trump ha risposto “lo scopriremo molto presto”, replicando alla domanda se l’Iran stia intenzionalmente rallentando il processo dei colloqui per arrivare a una fine definitiva delle ostilità. “Dovrei ricevere una lettera dall’Iran stanotte, quindi vedremo come andrà a finire”, ha osservato il tycoon. 

  • 11:33

    Parlamentare iraniano: “Chiazza di petrolio nel mare a Kharg colpa di petroliere europee”

    Un parlamentare iraniano ha respinto le accuse secondo cui Teheran avrebbe scaricato petrolio in mare vicino all’isola di Kharg, dopo che le immagini satellitari hanno mostrato grandi chiazze di petrolio intorno a questo importante snodo per l’esportazione. Jafar Pourkabgani, membro del parlamento in rappresentanza della provincia di Bushehr, ha affermato in un post sul social X che le chiazze di petrolio sono state causate da “residui di petrolio e acque di zavorra di scarto provenienti da petroliere europee” scaricate in mare. Riferendosi poi alle accuse riportate da Fox News secondo cui l’Iran avrebbe rilasciato petrolio perché i serbatoi di stoccaggio erano pieni, ha aggiunto: “Questa affermazione è falsa e fa parte dell’operazione psicologica del nemico”

  • 11:30

    Iran all’Onu: “Azioni Usa a Hormuz producono conseguenze catastrofiche”

    Il rappresentante dell’Iran presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha avvertito il Consiglio di Sicurezza dell’Onu che “le continue azioni militari statunitensi nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz potrebbero produrre conseguenze catastrofiche che si estenderebbero ben oltre la regione e minaccerebbero la pace e la sicurezza internazionali”. Iravani ha rilasciato questa dichiarazione in una lettera indirizzata alle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza, condannando gli attacchi statunitensi contro due petroliere iraniane e altre località lungo le coste iraniane nello Stretto di Hormuz, avvenuti giovedì sera. Secondo Mehr, Iravani ha sottolineato che “l’atto di pirateria statunitense, attraverso l’attacco a navi mercantili e il blocco navale, costituisce una chiara violazione del cessate il fuoco”.

  • 11:28

    Per l’intelligence Usa Mojtaba Khamenei cruciale nelle strategie dell’Iran

    L’intelligence Usa ritiene che Mojtaba Khamenei, il nuovo leader supremo dell’Iran, stia svolgendo un ruolo cruciale nel definire la strategia bellica, al fianco di alti funzionari di Teheran. Lo riporta la Cnn, in base a diverse fonti a conoscenza del dossier, secondo cui l’esatta portata della sua autorità all’interno di un regime ora frammentato rimane comunque poco chiara.
    Tuttavia, è probabile che Khamenei stia contribuendo a dirigere la gestione, da parte dell’Iran, dei negoziati con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto, malgrado non compaia in pubblico da quando ha riportato gravi ferite durante un attacco che, all’inizio della guerra, ha causato la morte di suo padre Ali Khamenei e di diversi alti vertici militari del Paese, alimentando le speculazioni sul suo stato di salute e sul suo ruolo all’interno della struttura di leadership iraniana.
    L’amministrazione Trump continua a perseguire una soluzione diplomatica al conflitto, mentre il cessate il fuoco si protrae ormai da oltre un mese: secondo le fonti, l’intelligence Usa valuta che l’Iran stia ancora cercando di riorganizzarsi all’indomani della campagna di bombardamenti americani che ha lasciato intatte significative capacità militari di Teheran, preservando la facoltà del Paese di resistere per ulteriori mesi a un blocco statunitense.

  • 11:27

    Usa, nuova bozza risoluzione Onu sull’Iran: difficile sostegno Cina e Russia

    Washington ha rivisto la bozza della sua risoluzione alle Nazioni Unite che chiede all’Iran di interrompere gli attacchi e la posa di mine nello Stretto di Hormuz, ma sarebbe insufficiente a scongiurare il diritto di veto di Cina e Russia, membri permanenti del Consiglio di sicurezza del Palazzo di Vetro.
    Una bocciatura formale di Pechino, in particolare, sarebbe di imbarazzo in vista della visita della prossima settimana del tycoon in Cina, dal presidente Xi Jinping, con la guerra all’Iran ancora irrisolta e destinata a essere tra i temi principali in agenda. La bozza aggiornata, hanno riferito i media Usa, ha eliminato la clausola che invoca il Capitolo VII della Carta dell’Onu, che consente al Consiglio d’imporre misure che vanno dalle sanzioni all’azione militare, mantenendo però il linguaggio duro contro Teheran. Malgrado il testo non autorizzi esplicitamente l’uso della forza, non lo esclude e “riafferma il diritto degli Stati membri dell’Onu di difendere le proprie navi da attacchi e minacce, comprese quelle che minano diritti e libertà di navigazione”.
    Una precedente risoluzione, sostenuta dagli Stati Uniti, che sembrava aprire la strada alla legittimazione di un’azione militare americana contro l’Iran, è fallita ad aprile dopo che Russia e Cina hanno esercitato il diritto di veto.

  • 10:56

    Chiazza di petrolio di 71 chilometri al largo dell’isola di Kharg

    Una grande chiazza di petrolio si sta diffondendo al largo dell’isola di Kharg, in Iran, un terminale chiave per l’esportazione di petrolio della Repubblica islamica. Lo riporta il ‘New York Times’. Non è ancora chiaro cosa abbia causato l’apparente sversamento, localizzato al largo della costa occidentale dell’isola.  

    Le immagini satellitari scattate ieri mostrano un’apparente fuoriuscita di petrolio che copre circa 71 chilometri quadrati al largo dell’isola di Kharg, il principale terminale di esportazione di greggio dell’Iran. Lo ha affermato Ami Daniel, amministratore delegato della società di intelligence marittima Windward AI. La chiazza è stata avvistata per la prima volta nelle immagini satellitari martedì. La fuoriuscita è avvenuta prima dell’ultima serie di attacchi statunitensi nella regione. L’isola di Kharg si trova all’altra estremità del Golfo rispetto allo Stretto di Hormuz, a centinaia di miglia di distanza. Ieri il Pentagono ha rifiutato di commentare se ci fossero stati recenti attacchi sull’isola di Kharg. Sebbene l’origine della fuoriuscita sia sconosciuta, probabilmente non verranno avviate operazioni di bonifica nelle acque dove Stati Uniti e Iran si sono scontrati, ha affermato Daniel. Nina Noelle, esperta di operazioni di crisi internazionali presso Greenpeace Germania, ha precisato che sembra improbabile che la fuoriuscita abbia un impatto sulla terraferma, sebbene possa comunque influenzare alcuni habitat marini sensibili.

  • 10:49

    Trump: “Sul mio piano di pace aspetto una risposta dall’Iran stanotte”

    Il presidente americano Donald Trump ha detto di aspettarsi “stanotte” una risposta dall’Iran sulla sua ultima proposta di accordo di pace. Conversando con i media in serata, Trump ha risposto “lo scopriremo molto presto”, replicando alla domanda se l’Iran stia intenzionalmente rallentando il processo dei colloqui per arrivare a una fine definitiva delle ostilità. “Dovrei ricevere una lettera dall’Iran stanotte, quindi vedremo come andrà a finire”, ha osservato il tycoon. 

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