Serrato botta e risposta a Omnibus (La7) tra la deputata di Avs, Elisabetta Piccolotti, e il direttore del Foglio Claudio Cerasa. Il tema del dibattito è la polemica sulla Biennale di Venezia 2026, a seguito della decisione del suo presidente, Pietrangelo Buttafuoco, di consentire il ritorno del padiglione russo, assente dopo l’invasione dell’Ucraina.
Piccolotti dissente dalla posizione di Buttafuoco: “Lui non capisce bene che in questo caso non è che è stato ospitato qualche artista russo, dissidente o meno, ma c’è un padiglione organizzato da uno Stato e da un governo. Quindi, è evidentemente una scelta che ha a che vedere con la diplomazia culturale fra due nazioni. Noi invece avremmo dovuto tenere il punto sul fatto che chi viola il diritto internazionale e i diritti umani non può promuovere se stesso all’estero attraverso l’arte e la cultura“.
E sottolinea: “Il problema è che nella Biennale ci sono tanti altri paesi che non rispettano i diritti umani. E c’è pure un altro paese che si chiama Israele, che in questo momento sta facendo un’invasione del Libano dopo aver compiuto un genocidio a Gaza. Sia la Russia, sia Israele dovevano essere fuori dalla Biennale. E poi va fatta una riflessione anche su altri paesi partecipanti”.
Cerasa concorda con la parlamentare sulla decisione di Buttafuoco e aggiunge: “Se davvero ci fosse stata l’intenzione genuina di mettere al centro della scena l’apertura dell’arte per far dialogare i paesi del mondo, contestualmente Buttafuoco avrebbe dovuto organizzare lui stesso una forma di dissenso di fronte a quel padiglione russo. Cioè – continua – avrebbe dovuto organizzare un reading della moglie di Navalny per ricordare chi era Navalny, perché quello che rischia di accadere in queste ore è un’atrofizzazione della nostra attenzione rispetto a un dramma che si chiama putinismo, estremismo e invasione dell’Ucraina“.
Piccolotti insorge: “Dovremmo leggere anche la lista dei giornalisti palestinesi uccisi da Israele davanti al padiglione israeliano”.
“La Russia non è una democrazia – ribatte Cerasa – in Russia chi dissente viene ucciso. in Israele, che commette tanti errori, il dissenso è legittimo”.
“Israele uccide anche gli altri – replica la deputata – Cerasa, la democrazia non autorizza a uccidere e a sterminare altri popoli“.
“In Israele la democrazia esiste – ribadisce il direttore del Foglio – Chi ha governato probabilmente male verrà forse cacciato da un processo democratico”.
“Intanto gli altri sono sotto terra, però”, commenta Piccolotti.
“Lei sta confondendo i piani”, insiste Cerasa.
“No, li sta confondendo lei – risponde la parlamentare – Mette sullo stesso piano due livelli e non lo sono”.
“Se non si capisce che la Russia è diversa da Israele, c’è un problema di base – rilancia Cerasa – Israele non uccide il dissenso all’interno del suo paese“.
“Lo fa fuori“, chiosa Piccolotti.