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Ultimo aggiornamento: 13:47

Biennale Venezia, Travaglio a La7: “È la fiera dell’ipocrisia, 20 sanzioni alla Russa e nessuna a Israele è una cosa che grida vendetta”

"Dovremmo dire al governo Meloni e a quello europeo che si devono solo vergognare". L'affondo del direttore del Fatto
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“È la fiera dell’ipocrisia”. Così a Otto e mezzo (La7) il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, commenta la vicenda sulla Biennale di Venezia 2026, che anche in queste ore continua a infiammare il dibattito politico e culturale. La conduttrice Lilli Gruber ricorda la posizione dell’esecutivo: il governo aveva espresso contrarietà alla nomina di Buttafuoco e ieri, tramite il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, ha definito l’intera vicenda un “pastrocchio” che la Biennale avrebbe potuto risparmiarsi, ribadendo il parere negativo sull’apertura del Padiglione Russo.
Travaglio risponde senza mezzi termini: “Ma in realtà qui è una gara al peggio tra il nostro governo e il governo europeo che ancora oggi chiede spiegazioni“.
Il direttore del Fatto punta il dito contro la doppia morale europea. Ricorda che la Commissione Ue non ha adottato alcuna sanzione contro Israele nonostante le accuse di crimini a Gaza, mentre ha imposto venti sanzioni alla Russia. Secondo Travaglio, pretendere che gli artisti russi paghino le colpe di Putin è illogico e ipocrita: “E, anzi, si meravigliano che gli artisti russi non si ribellino tutti. In realtà, molti si ribellano e sono dissidenti al loro regime. Ma se loro pretendono che gli intellettuali italiani siano servi del governo democratico d’Italia, con quale faccia possono pretendere che un intellettuale russo si metta contro il regime di Putin e vada a finire in qualche gulag vicino al circolo polare artico?”.

Travaglio denuncia poi la “russofobia assurda” mentre l’Italia, attraverso la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, cerca accordi sul gas con l’Azerbaigian, paese accusato anche dal Parlamento europeo di pulizia etnica contro gli armeni del Nagorno-Karabakh. “Ma vogliamo punire qualche artista russo per le colpe di Putin? – sottolinea il direttore del FattoNon facciamo niente contro il governo di Israele con quello che sta succedendo e ci dimentichiamo che insieme al padiglione russo alla Biennale ci sono padiglioni di decine di altri paesi governati da autocrazie che non hanno mai creato nessun problema”.
Travaglio conclude con un invito forte: “È una cosa che non ha alcun senso logico e bisognerebbe cominciare a dire al nostro governo e al governo europeo che si devono vergognare e invece di perseguitare gli artisti e gli intellettuali perché vengono dai paesi che non ci piacciono. Comincino piuttosto a sanzionare Israele per quello che sta facendo, perché 20 sanzioni alla Russia e zero sanzioni Israele è una cosa che grida vendetta”.

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