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Ultimo aggiornamento: 17:08

D’Alema svela il retroscena inedito sul governo Berlusconi (e le manovre Usa): “Quando vinse nel 2001 mi chiamò Gianni Agnelli. E in salotto c’era Kissinger. Volevano che convincessi Ruggiero”

Il racconto del leader storico del centrosinistra: "Gli americani volevano Ruggiero ministro degli Esteri e che io lo convincessi ad accettare. E io dissi: ma bisognerà informare il premier. E l'Avvocato mi disse: non si preoccupi, ci penso io"
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“Vorrei iniziare con un racconto personale e credo sia inizialmente inedito”. Inizia così il suo intervento l’ex presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Massimo D’Alema alla presentazione nella sede della Stampa Estera a Roma, del libro Berlusconi, il mondo secondo lui. Una lezione di politica estera nell’attuale disordine mondiale scritto dagli ambasciatori Giovanni Castellaneta e Marco Carnelos.

D’Alema racconta che, nel 2001, “quando Berlusconi vinse le elezioni, pochi giorni dopo le elezioni, mi cercò al telefono Gianni Agnelli, con il quale io avevo una buona relazione personale, e mi chiese di andare urgentemente a casa sua”. D’Alema andò e l’Avvocato lo accolse. “Mi disse abbiamo una questione urgente da affrontare, abbiamo bisogno di lei, c’è un amico con me in salotto che le vuole parlare. E seduto in salotto c’era Henry Kissinger”. Di cosa volevano parlare Agnelli e Kissinger con un premier appena uscito da Palazzo Chigi e in quel momento all’opposizione? “Mi dissero che erano preoccupati per il fatto che stava nascendo il governo Berlusconi – racconta – e che volevano assicurarsi che il governo Berlusconi avesse una guida di politica estera tale da garantire la serietà e la continuità della politica estera italiana. Io dissi che mi sembrava una buona idea ma non capivo bene cosa potessi entraeci io in quanto esponente della parte sconfitta. ‘Noi vogliamo che il ministro degli Esteri sia l’ambasciatore Ruggiero, soltanto che lui non lo fa se lei non lo incoraggia a farlo’. Io dissi: ‘Ma bisognerà informare Berlusconi di questo fatto. L’Avvocato Agnelli mi disse non si preoccupi a questo provvedo io’”. Poi “fu convocato Ruggiero che poi divento ministro del governo Berlusconi. Io dissi che avevo dei dubbi sulla tenuta di questa soluzione e Ruggiero era molto riluttante. Durò pochi mesi perché dopo uno scontro Ruggiero se ne andò”.

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