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Salvate il soldato Leao: per il suo bene scappi dal Milan (e da Allegri)

Gioca centravanti in una squadra che nemmeno attacca, senza uno straccio di schema offensivo. Un danno sia tecnico sia economico per i rossoneri
Salvate il soldato Leao: per il suo bene scappi dal Milan (e da Allegri)
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Per un momento Rafa Leao è stato il giocatore più forte della Serie A. Letteralmente: nella stagione 2021/2022, quella dello scudetto rossonero, fu nominato Mvp del torneo dalla Lega Calcio. Titolo buono per sponsor e statistiche, che però riconosceva lo strapotere fisico e tecnico di questo ragazzo, in grado di trascinare il Milan a un trionfo insperato con 11 gol e 10 assist. Oggi di quel calciatore non resta quasi più nulla.

Leao non segna (solo 9 reti in campionato), ma non è mai stato questo il suo punto di forza. Leao non dribbla, non corre, non “surfa” più sulla fascia e nelle esultanze, il suo marchio di fabbrica. È l’ombra di se stesso: un giocatore semplicemente normale, l’etichetta più triste per uno con il suo talento. Come si sia ridotto così uno degli esterni d’attacco più inebrianti al mondo, alla stregua di Vinicius jr. o giù di lì, è ciò che perplime ogni tifoso rossonero.

Sicuramente contano i limiti personali (ma si pensava li avesse anche Dembele, che poi con Luis Enrique ha vinto il pallone d’oro). Avranno inciso anche i problemi fisici, una pubalgia persistente che lo affligge da mesi (e sappiamo quanto questo tipo di patologia possa essere limitante per le prestazioni). Ma poi qui c’è una questione tecnico-tattica grande quanto una casa. Leao si è perso anche e soprattutto per colpa del Milan. Prima ha pagato lo sbando societario, l’ultima stagione di Pioli (deludente) e quella disastrosa dello scorso anno, in cui è naufragato insieme a tutto il resto. Adesso, invece, sta pagando lo scempio tecnico di Allegri.

Il Milan, che ad inizio stagione aveva dato qualche segnale incoraggiante, e poi ha tenuto botta fino a febbraio con un po’ di tenacia e tanta fortuna, ormai da un girone intero è una squadra oscena. Ha fatto appena un gol (al Verona retrocesso) e la miseria di otto tiri in porta totali nelle ultime cinque partite. Non ha un’idea di gioco, uno straccio di schema offensivo. È praticamente impossibile fare l’attaccante in questa squadra. E Leao lo ha fatto pure sempre fuori ruolo.

Va bene spronarlo a migliorare, staccarsi dalla solita mattonella di campo, per diventare più completo e imprevedibile. Ma trasformarlo da ala devastante in centravanti boa, pur non avendone le caratteristiche fisiche e nemmeno mentali, significa sterilizzarlo, non permettergli di sprigionare la sua potenza e la sua classe, ammesso ce l’abbia ancora. L’ossessione di Allegri per il 3-5-2 e la sua allergia ai giocatori offensivi rischia di affossargli la carriera. La dimostrazione definitiva la si è avuta nell’unica gara in cui il Milan si è schierato col tridente (rimediando per altro una figuraccia contro l’Udinese): lui non è tornato nel suo ruolo naturale d’esterno ma ha fatto comunque la punta centrale. Allegri non lo capisce, o comunque non lo prevede nei suoi schemi. Se queste sono le premesse, per Leao al Milan non c’è presente, e nemmeno un futuro.

Il danno tecnico è incalcolabile: Leao è un “giocatore franchigia”, di quelli rari in cui si identifica un club. Quando e come il Milan ne ritroverà un altro è difficile dirlo. Il danno economico è molto più quantificabile: un paio di anni fa si parlava di offerte superiori ai 100 milioni (la clausola è fissata a 175), oggi pare i rossoneri si accontenterebbero di una cinquantina. Sempre meglio che farlo giocare centravanti, in una squadra che nemmeno attacca.

X: @lVendemiale

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